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Il tango, con i suoi passi ardenti e la sua intensità emotiva, è molto più di una semplice danza. È un linguaggio universale che parla direttamente al cuore. Nel documentario “Tango della Vita”, diretto da Erica Liffredo e Krista Burāne, scopriamo come questa danza possa essere una forma terapeutica potente.

La storia di Claudio e Ivana

Claudio Rabbia e Ivana Revelli sono i protagonisti di questa commovente storia. Una coppia unita dall’amore e dalla passione per il tango. Claudio, contadino, e Ivana, sarta, condividono un sogno: ballare a Buenos Aires, la culla del tango. Ma la vita di Claudio è segnata dal Parkinson, una malattia che non ha mai fermato il suo spirito indomito.

Vent’anni fa, la prognosi era desolante. Tuttavia, Claudio ha sfidato ogni aspettativa. Non solo cammina e lavora, ma continua a danzare. Il tango è diventato la sua medicina, la sua via per combattere la rigidità del corpo. La passione per questa danza lo ha spinto a diventare un promotore della ricerca sui benefici del tango per i malati di Parkinson.

La musica e la speranza

La loro storia ha ispirato il famoso compositore lettone Arturs Maskats a creare un tango dedicato a loro. Insieme alla talentuosa fisarmonicista Ksenija Sidorova, hanno dato vita a una composizione che cattura l’anima del tango e la forza di Claudio e Ivana.

Il documentario ci offre uno sguardo intimo sulla vita della coppia. Attraverso le stagioni e il lavoro nei campi, simbolo del ciclo della vita, vediamo come il Parkinson alteri la quotidianità di Claudio. Ma il tango lo libera, donandogli fluidità e benessere emotivo. La musica gioca un ruolo cruciale nel film, culminando in una scena finale emotivamente potente.

L’arte come luce nei momenti bui

“Tango della Vita” è un tributo all’amore, alla resilienza e al potere trasformativo dell’arte. Ci ricorda che la passione e la determinazione possono illuminare anche i momenti più bui. La danza, la musica e l’amore si intrecciano in un abbraccio terapeutico che va oltre le parole.