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“Brennero: con gli interventi stradali annunciati l’uscita delle merci trasformate o prodotte in Italia è a rischio e la competitività dei prodotti nazionali sarà fortemente penalizzata”.

A lanciare l’allarme è il presidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè, che guida anche la Federazione degli Autotrasportatori Italiani (FAI). Al centro, oltre al continuo inasprimento delle limitazioni al traffico dei Tir in entrata e in transito in Austria, i lavori di ristrutturazione annunciati sul ponte Lueg sull’A13, che creeranno situazioni di caos nel traffico stradale, con il leader dei Freiheitlichen tirolesi
(Fp) Abwerzger, che chiede il divieto di accesso ai Tir sull’A13 durante i lavori.

“È giunto il momento di dire basta a chi ci prende in giro da troppo tempo – afferma Uggè – Conftrasporto è intervenuta più volte per chiedere interventi a tutela della nostra economia. Addirittura, assieme ad Anita, ha sporto una formale denuncia per omissioni di atti d’ufficio nei confronti della presidente Von Der Lyen, che non fa nulla per garantire uno dei principi fondamentali sui quali si è costituita l’Unione Europea: la libera circolazioni delle persone e delle merci”.

“Le lettere non servono più, occorre agire”, avverte Uggè. Che rilancia: “Introduciamo anche noi, così come fa l’Austria, controlli sui mezzi che entrano nel nostro Paese. Facciamolo anche noi per ragioni di sicurezza e di rispetto delle regole sulle emissioni. Se non si farà nulla, si rischierà consapevolmente di innescare iniziative spontanee come quelle che in passato produssero il blocco al Brennero”.

Una situazione che, sommata alla crisi energetica che stiamo vivendo, con gli ambientalisti che stanno portando al disastro l’economia europea, rischia di diventare esplosiva – spiega il presidente di Conftrasporto – Nel frattempo però ‘gli altri’ si muovono: Austria, Germania e Olanda decidono di riaprire le centrali a carbone. E il nostro Governo che fa? Segue coloro che, come l’Austria (che con il pretesto dell’ambiente limita i nostri Tir al Brennero), vogliono dettare tempi e modalità alle loro condizioni?”.

“La necessità di intervenire sull’energia e sulle prepotenze altrui lungo l’asse del Brennero non è più rinviabile: chi ha i poteri li eserciti, se si vogliono evitare catastrofi economiche e sociali”, conclude il presidente di Conftrasporto. 

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