di Domenico Bocchetti

La Manovra di bilancio per il 2021 ripropone interventi e misure agevolanti la nuova occupazione, anche se appare evidente l’intento di governo – neanche troppo mascherato – di sensibilizzare l’opinione pubblica verso ammortizzatori sociali (reddito di cittadinanza, blocco licenziamenti fino al 31/03/2021, fondo indigenti), che costituiscono, a parere di chi scrive, unicamente palliativi rispetto ad un orientamento “costruttivo” e “aziendalista”, volto a favorire investimenti, produttività e seria salvaguardia del lavoro.

In dettaglio, mentre rileggiamo i testi ricalcanti il rifinanziamento di fondi dedicati a formazione (art. 45), piani di recupero occupazionale (art.52) e politiche attive del lavoro (art. 57) che resteranno, come di solito, misure incompiute sino alla promulgazione di decreti attuativi e regolamenti, accogliamo con favore e curiosità i provvedimenti relativi al sostegno dell’impresa femminile, con uno specifico capitolo della manovra (art.60) denominato suggestivamente “opzione donna” e gli indennizzi previsti per le Partite Iva tra cui quelli sulle attività commerciali cessate (art.71).

Ci soffermiamo, comunque, sulle norme agevolative maggiormente “di impatto” come l’esonero contributivo del 100% (sino a 6.000 euro) sulle assunzioni a tempo indeterminato, generalizzato a tutto il territorio nazionale con particolare attenzione alle imprese ubicate nelle regioni Obiettivo 1 (il Meridione) con “Bonus sud” condito con gli annunciati ulteriori ristori per le attività cagionate dal CoViD-19 e i rinnovi dei crediti di imposta per gli interventi strutturali e di innovazione tecnologica.

Tornando alla decontribuzione al sud, il testo, pur riproponendo un sistema agevolativo collaudato fa emergere la precisa volontà di dare finalmente respiro, per un congruo periodo, alle aziende impegnate a ripartire, seppur limitato nell’importo , con assunzioni di giovani sui quali, sottolineiamo, vige la “spada di Damocle” dell’autorizzazione comunitaria sempre costante e che sarà compito della “buona politica” gestire nel miglior modo.

Dedicheremmo spazio in dettaglio ai singoli articoli della manovra. Pare ad ogni modo un disposto ben armonizzato e definito che, questa volta, si spera non sarà vittima della lentissima macchina amministrativa pubblica.