• Tempo di Lettura:2Minuti

Anche a marzo il mercato del lavoro ha proseguito nel percorso di recupero dei livelli occupazionali, tornati sostanzialmente sui valori pre-covid. In termini congiunturali, l’occupazione è cresciuta di sei decimi di punto nel primo quarto del 2022, rispetto a una riduzione del PIL di due decimi. La produttività del lavoro è, dunque, moderatamente decrescente, in un contesto di generalizzato rallentamento dell’economia.

Nella lettura dei dati non va trascurata l’interpretazione alla luce della demografia, che agisce nella direzione di uno strutturale abbassamento del tasso di disoccupazione: a marzo si colloca all’8,3%, un valore che non si riscontrava dalla metà del 2011. Nel confronto di lungo termine, infatti, se oggi l’occupazione tra 15 e 34 anni vale il 23,1% del totale, nel marzo del 2004 lo stesso parametro assumeva il valore del 35,3%. Per converso gli occupati con oltre 50 anni di età erano il 20,4% e oggi costituiscono il 37% di tutti i lavoratori. L’invecchiamento della popolazione contribuisce a determinare questa configurazione.

Sotto il profilo congiunturale, va sottolineato, infine, come il miglioramento del mercato del lavoro, ed il ritorno sui valori di inizio 2020, abbia interessato solo la componente dipendente. Per la componente indipendente dell’occupazione il saldo, rispetto a febbraio 2020, è ancora pesantemente negativo e pari a 215mila unità.

Questo il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio ai dati diffusi oggi dall’Istat sugli occupati e i disoccupati a marzo.

Seguiteci anche su www.persemprecalcio.it