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“Il commercio è una grande risorsa della città. Rappresenta oltre il 70% della sua economia. Questo si traduce in accoglienza per cittadini e turisti, posti di lavoro. E in particolare in maggiori entrate nelle casse comunali. Per questo motivo da tempo chiediamo una sua regolamentazione. Basata su norme chiare e su una precisa idea di sviluppo della città. Che diano ai residenti e ai turisti la possibilità di evitare di fare lo slalom tra i tavolini selvaggi. Ed ancora, agli imprenditori la possibilità di programmare i propri investimenti e livelli occupazionali. Siamo quindi in vigile attesa dei provvedimenti che l’amministrazione sottoporrà al consiglio comunale. Intanto, chiariamo una cosa: il commercio è una risorsa e non un problema. Per cui se da un lato concorreremo di buon grado a migliorare e ad approvare provvedimenti a tutela del commercio sano, dall’altro respingeremo con vigore qualunque atto provi a rendere difficile la vita agli imprenditori onesti. Che intendono fare investimenti in città”. Così la vicepresidente del Consiglio comunale Flavia Sorrentino all’agenzia Ansa.

“Chiederemo che venga portato al più presto in consiglio comunale il 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗶𝗽𝗹𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗱𝗲𝗵𝗼𝗿𝘀. Soprattutto nel centro storico. Per garantire qualità delle strutture e omogeneità di arredo. Come in tutte le principali città europee. Inoltre, che siano 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝘁𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗶 per dare 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲 𝗶𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶 𝗿𝗮𝗽𝗶𝗱𝗶. Che sia istituito un 𝗻𝘂𝗰𝗹𝗲𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗹𝗼𝗰𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝘂𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗹𝗶𝗲𝗿𝗶. Prevedendo sanzioni pecuniarie ed accessorie per chi non rispetta le regole”.

“Una buona amministrazione qual è quella di Napoli – aggiunge Sorrentino – non deve dichiarare guerre generaliste. E lavorare di concerto con le associazione di categoria. Che in questi anni più di una volta hanno fatto sentire la propria voce. Lo scopo era cancellare quel terreno di ambiguità in cui i commercianti disonesti vengono equiparati a quelli solidi e onesti. Ed eliminare i primi e foraggiando i secondi. Questi ultimi sono la linfa vitale della nostra città. Solo così si potrà rendere Napoli la Capitale al Centro del Mediterraneo che tutti vogliamo».