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Botta e risposta, la guerra continua. 70 anni di pace perduti in due mesi. Dov’e’ la vittoria? Zelensky dichiara che il giorno della liberazione e’ vicino. Ursula Von Der Leyen dal podio grida che Putin dovrà pagare per i crimini commessi, Biden e Jonhson sottobraccio giocano a fare gli incursori, in realtà debbono tutto alle reciproche intelligence capaci di spiare le mosse del nemico a 400 km di distanza e ridurle in briciole.

L’America respinge le accuse di colpevolezza sull’uccisione degli 11 generali russi , non e’ tempo di conferme in nessun senso dove si spara e si continua ad uccidere. Mariupol vive il suo inferno con l’acciaieria sottoposta ad un assedio pressante, continuano le evacuazioni, il sindaco di Mariupol racconta di residenti deportati in Russia, muniti di passaporti e nuove identità, sul loro futuro nero assoluto. Il Cremlino rilancia e rende noto che in Russia ci sono un milione di Ucraini che hanno scelto dove stare. Nicolayv senz’acqua, in assenza di risorse idriche, di cibo, di luce ogni forma di vita e’ impossibile, i russi da giorni attenzionano e distruggono stazioni ferroviarie per impedire il trasporto e la destinazione delle armi.

Il portavoce Peskov rende nota l’intenzione di colpire ogni genere di aiuto in arrivo in particolare armi, l’Italia sta fornendo attrezzature specifiche per contrastare Putin e costringerlo alla resa. Lo Zar un po’ sbiadito per gli insuccessi subiti ha rivisto le sue mire espansionistiche, a mani vuote non può tornare, il conto alla rovescia del victory day e’ gia’ iniziato, la parata (che forse però non ci sarà ndr) potrebbe essere arricchita dalla presenza di 500.000 ucraini, cosa non si fa per la fama. Zelensky non ci sta vuole anche lui la sua fetta di gloria e chiede a Draghi una video conferenza e una contro manifestazione dell’occidente unito e vincente; dal Presidente la rassicurazione della disponibilità italiana alle sue richieste come del resto e’ stato sin dai primi giorni del conflitto.

Il Daily Mirror riferisce di un gruppo di responsabili dell’ordine russo impegnato nella destituzione di Putin, voci non confermate, pericoloso dicono gli ambasciatori in questa fase critica avallare un’operazione del genere, un rovesciamento del sistema Putiniano potrebbe creare danni peggiori, un probabile ingresso della Cina, al posto di una Russia sconfitta, da una dittatura all’altra senza consegne di mansioni. La domanda e’ tra tante voci autorevoli non c’e’ nessuno che abbia in mano la carta vincente, quella pace che da 73 giorni sembra aver perduto la strada di casa, ammesso che ce l’abbia mai avuta.

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