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Furia russa. Non c’e’ tregua per l’Ucraina sotto il fuoco dei bombardamenti. Putin non vince, lascia il segno. Negoziatori senza soluzione in assenza di merce di scambio idonea a soddisfare le parti in causa dirette interessate nel conflitto. Putin ha gia’ detto che non e’ il momento, cercasi mediatore la richiesta comune che circola nelle bocche dei belligeranti Zelensky in overdose di comunicazione, espande il suo show e sfrutta tutte le vetrine per puntare l’ attenzione sull’Ucraina , ultima quella del festival di Cannes, dopo il successo dell’Eurofestival di Torino conseguito sull’ onda dell’emozione, è strappato con operazione mediatica magistrale alla canzone che lo meritava.

La giuria aveva relegato la banda Ucraina al quarto posto, ennesimo schiaffo tra i tanti già dati alla cultura, mutilata dal rifiuto in una guerra in cui solo pronunciare e spendere due parole pro Russia intesa nei suoi valori di popolo e di eccellenze nell’arte, nello sport, nella musica vuol dire filo Putin, è successo in Parlamento con l’ elezione di Stefania Craxi al Senato in sostituzione del Pentastellato troppo filoputiniano.

Draghi definisce un dramma la guerra in Ucraina un terribile errore di Putin ,non si sofferma su tutti quelli finora commessi in termini di risposte rovinose per la diplomazia in cerca di pace. Si continua ad approvare contro il dictat di una gran parte dei Paesi gli invii di armi, ignorando le richieste di Putin e pretendendo il cessate il fuoco da chi lo riceve quotidianamente. La caduta di Mariupol è la resa dei combattenti del Battaglione Azov e’ per Putin un obiettivo, non la soluzione, quali siano le sue intenzioni nessuno lo sa, con buona probabilità potrebbe accontentarsi di acquisire le repubbliche separatiste in cui e’ concentrato lo sforzo delle truppe, su Mariupol si e’ garantito il controllo del mare d’Azov, karkiv non e’ riconquistata come dicono gli ucraini smentiti dagli inviati di guerra che fanno notare la presenza dell’esercito russo a 20 km dalla citta’ in lockdown dalle 21 e semideserta durante il giorno.

Le mire su Odessa per il controllo del Mar Nero strategico per la ripresa degli scambi commerciali non soddisfatte, la resistenza super armata risponde agli attacchi , il piccolo fazzoletto di terra dell’isola dei serpenti non ancora strappato agli ucraini, ipotesi tutte in essere in una guerra in cui la propaganda fa la parte del leone, una cosa e’ certa più i giorni passano più la questione si complica. Il piano in quattro punti presentato da Di Maio ai 27 ministri degli esteri ha ottenuto consensi, ma non risposte.

Linea aperta tra Washington e Mosca , al telefono due tra i più importanti generali che di guerra quella vera si intendono, tutti gli altri alunni in cerca di diploma. Biden in Asia cerca amicizia dal nuovo Presidente sud coreano dovrebbe preoccuparsi di non scivolare sulla solita buccia di banana con la Corea del nord il cui capo solidale con Putin sta valutando se riprendere l’ascia deposta del nucleare. Lo spettro della carestia sempre più vicino, rigettata la proposta di Putin di riprendere l’attività commerciale azzerando le sanzioni applicate nel merito alla Russia.

Pesa il destino dei miliziani dell’acciaieria, si sta trattando per lo scambio di prigionieri, come reagirà il popolo ucraino chiamato a dare la vita per difendere il Paese se gli eroi della resistenza saranno giustiziati?. Zelensky ha detto che non e’ stato possibile garantire la loro salvezza, le battaglie processuali iniziate dalla Procuratrice Ucraina sbattendo in faccia giovani militari russi colpevoli di aver ucciso i civili rischiano di non garantire un buon esito sulla fine dei miliziani del Battaglione Azov. Prosegue il conto alla rovescia meno due giorni ai tre mesi dall’ inizio del conflitto; la guerra breve ha lasciato il posto a quella di sfinimento per le due parti che mirano ad una vittoria che stenta allo status quo a definirsi, troppi rancori, troppe ambizioni, dov’è finita la ragione, luce di vita?

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