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Il braccio armato della guerra. La distruzione sempre più tangibile, l’intelligence britannica parla di occupazione delle macerie per deridere i russi che avanzano lentamente. Mariupol sepolta in un mare di mine, ci vorranno anni per sminarle, bombe, missili fanno da padrone non c’e’ paese risparmiato dalla violenza di questa guerra ibrida i cui protagonisti rifiutano la pace per sete di potere. Mykolaiv vive giorni di angoscia, la popolazione si ripara nei sotterranei. Kiev riceve la visita di nuovi bombardamenti, colpito anche un monastero del 1500, linee ferroviarie, depositi di armi, occhi puntati su tutto ciò che si muove, o sta per arrivare: le forniture saranno distrutte dice Putin.

Zelensky continua a sperare e chiedere armi, per respingere i russi fuori dal territorio ucraino, a lui il dialogo non interessa. Guerra di attrito e di logoramento che fa male non solo a chi la combatte, ma anche a chi la subisce. Le provocazioni e i proclami alzano la tensione, mentre la guerra del pane affligge i paesi più poveri. Putin disponibile a garantire il trasporto da Mariupol, resta critica la situazione su Odessa, gli ucraini temono che l’operazione di sminamento favorisca l’arrivo di navi russe: la guerra, e’ il problema non la fame che opprime milioni di persone.

Inascoltati gli appelli a darsi da fare per liberare tonnellate di grano ferme da mesi nei porti, dall’ arena di Verona illuminata di presenze e di musica per ricordare I dieci anni della morte di Dalla, Fiorella Mannoia definisce in un impeto di sincerità i potenti “mascalzoni”. Gli inglesi radunati in massa per festeggiare i 70 anni di regno di Elisabetta, hanno fischiato Johnson, il più accanito tra i guerrafondai , sotto accusa per l’episodio del soldato inglese figlio di un diplomatico conservatore, parte attiva infiltrata nell’esercito ucraino. Putin ha fatto sapere a Biden che colpirà senza risparmio le nuove forniture di armi, l’ Italia si e’ gia’ espressa in materia, contraria, all’80%, Von der Leyen alle prese con le sanzioni, ha poco da festeggiare, la rovina dell’Europa e’ in atto, questione di mesi.

Gli esperti sottolineano che Putin ha definitivamente perso credito nella scena internazionale, la sua aggressione ha contribuito ad aumentare l’espansionismo della Nato, i paesi impauriti hanno bussato alla sua porta per chiedere protezione. La salvezza del mondo sembra non interessare ai belligeranti in corsa per fissare la bandiera della vittoria sul terreno delle macerie, Stoltenberg ha detto che questa guerra non avrà vincitori, Zelensky imperterrito nell’azione di denuncia di genocidio, esibisce i numeri, punta l’indice sulla deportazione di 200.000 bambini, conferma la decisione unanime del governo di rifiutare il dialogo, pronuncia senza vergogna l’ennesima richiesta di armi svelando le sue vere intenzioni sin dai primi giorni del conflitto. Il braccio armato della guerra avanza e seppellisce la vita.

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