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La guerra che fa ricca l’America e impoverisce l’Europa. Viva la guerra Biden non lo dice, lo pensa, grazie al decreto rispolverato negli archivi del 1941, la via delle armi per l’Ucraina corre veloce, 40 miliardi di dollari. L’Industria del ferro in sofferenza prima del conflitto, esulta per la boccata di ossigeno che rinvigorisce aziende sull’orlo del fallimento. Biden in caduta libera di consensi gioca la carta vincente con il consenso dei repubblicani, e’ dovere della politica pensare al bene della Nazione, con l’inflazione alle stelle non si scherza, l’America lo sa, l’ Italia non sta correndo ai ripari.

Draghi face to face con Biden, ha scelto la strada della piena condivisione, dalle armi , alle sanzioni, al gas liquido, un abbraccio mortale che ci soffochera’. Il dissenso dell’ 80% degli italiani convinti che le armi non facilitino il percorso di pace; insieme ad una parte del Parlamento che chiede spiegazioni, poco interessa al Presidente fai da te; il consenso della fama oltre oceano basta per assumere decisioni non condivise. L’Europa indifesa, unita per anni da politiche commerciali, costretta ad adeguarsi, e convinta che l’allargamento dell’Alleanza sia la strada giusta, plaude contenta. Stallo sui negoziati di pace, la proposta di Zelensky di aprire al dialogo, naufragata sul nascere dal secco no degli Stati Uniti, concentrati sulla vittoria contro Putin e protesi alla riconquista dell’America super potenza mondiale con strumenti a lei congeniali cyber war e armi.

L’intelligenza tecnologica sta favorendo gli esiti del conflitto. L’ emergenza energetica che ha gia’ portato il paese in economia di guerra , e’ affrontata non con il piglio e la determinazione usata nella pandemia. Di Maio chiamato a giochi più grandi di lui, alle prime armi nel ruolo di Ministro degli esteri, sventola i contratti siglati con i paesi africani, Draghi risponde con il gas liquido che da mesi sulle navi sta raggiungendo ad una distanza di 6000 km l’Italia, con costi 5 volte superiori a quelli della nemica Russia, più per gli americani che per noi. Affannata la ricerca di due navi necessarie alla rigassificazione, i gasdotti esistenti sono la via diretta, odiata perché considerata la prima contribuente della guerra di Putin.

La cooperazione costa cara lo dice Biden che in gaffes non e’ secondo a nessuno. L’ Europa pende dalle labbra degli Stati Uniti, per la prima volta chiamata in causa si e’ dovuta affidare a chi e’ più competente in strategia politica e bellica, peccato dicono molti esperti che non abbia ancora capito il prezzo dell’allargamento dell’Alleanza, mani e piedi pro Nato, al primo invito tutti pronti alla guerra che e’ da sempre nel DNA degli Stati Uniti. La ripresa tanto decantata non si vede, gli imprenditori lamentano mancati profitti per gli aumenti, siamo in guerra senza fucili, li inviamo a chi combatte per noi, Zelensky ce lo ricorda sempre, insieme al martellante invito di sanzioni contro la Russia ma si guarda bene dal rompere con i suoi amici oligarchi che lo stanno rendendo miliardario.

La catastrofe umanitaria pesa e non poco, tra neri e bianchi, l’Italia scoppia, tra gli imprenditori donne soprattutto c’e’ chi ammette di preferire le donne ucraine, le nostre dai 25 ai 45 anni stanno a casa, accoglienza si, integrazione nei limiti finora non abbiamo visto grandi risultati se non benefici per chi arriva e deve costruirsi una nuova vita. Sul fronte di guerra le giornate nutrite da bombe e missili registrano morti e macerie. La ricostruzione dell’Ucraina fa gola, Zelensky fa i conti 5 miliardi di dollari al mese per cominciare, lunga la lista dei partecipanti, gli Stati Uniti posizionati e al comando, la guerra contro Putin si deve vincere , troppi gli interessi in campo, Zelensky ricorda ogni giorno ai suoi che la vittoria e’ vicina , a noi dice che l’Ucraina sta combattendo al nostro posto la guerra per la libertà e la democrazia. Putin bocciato dalla propaganda va avanti , cosa pensa tutti credono di saperlo, la sua sconfitta sembra sicura, e’ obiettivo degli attori in causa , i fatti non le parole, ci daranno ragione.

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