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La guerra del gas e del grano. Draghi chiama Putin per invitarlo a sbloccare i porti. Il Presidente del consiglio ci riprova a fare il mediatore, Putin lo ascolta e conferma che il gas continuerà ad essere erogato, sul cessate il fuoco nessuna garanzia. Pace lontana, secondo Draghi anche perché il braccio di ferro di Zelensky irremovibile sul fronte delle sanzioni continua insieme alla richiesta pressante agli Stati Uniti di inviare armi pesanti.

No alla richiesta di Putin di cancellare le sanzioni, l’Ucraina continua a parlare di genocidio, lo stesso ministro degli esteri Kuleba accusa la Nato di inerzia. Mattarella invita l’Europa a tenere alta la pressione e revoca quattro onorificenze a russi perché indegni. Lo sblocco del grano dovrebbe avere la prevalenza sulle bombe che continuano l’opera di devastazione. Zelensky aspetta i nuovi missili dagli Stati Uniti considerati essenziali per chiudere la partita secondo gli Ucraini convinti di avere la vittoria in pugno.

Punti di vista in questa guerra di propaganda che rende difficile a chi la racconta la verità, una cosa e’ certa i russi tengono sotto scacco il Paese, sono riusciti ad ottenere il controllo del Mare d’Azov, su Odessa partita ancora aperta, il grano deve essere consegnato, 49 milioni di persone a rischio fame, le previsioni dell’ ONU si spingono oltre, la carestia rischia di espandersi numericamente a 400 milioni. Inascoltate le richieste degli analisti occidentali, su un compromesso che allo stato attuale le due parti rifiutano. La guerra delle parole incentrata su proclami alza il livello della tensione, Putin definisce una truffa il sequestro dei beni degli oligarchi, 10 i miliardi destinati alla ricostruzione dell’Ucraina parole della Von Der Leyen. Fanno gola i 350 miliardi congelati nelle banche, bene riserva di cui Zelensky si vorrebbe appropriare, il condizionale e’ d’obbligo ci sono leggi e regole sul denaro.

L’arroganza tiene banco, e continua ad affossare il dialogo, come si può pensare che Putin accetti di ritirarsi dal territorio e dichiari debacle totale, avvallando la linea dura di Zelensky sostenuto dall’alleanza atlantica che si sta allargando a macchia d’olio con gli ingressi di paesi come la Finlandia neutrale da 80 anni e la Svezia?. Il viaggio di Biden in Asia alla ricerca di nuovi accordi per arginare lo strapotere della Cina turbato dal sorvolo dei due bombardieri russo e cinese è un monito a non interferire su Taiwan questione di pertinenza cinese.

Putin dato per agonizzante dall’intelligence britannica, ha fatto visita ai soldati russi in ospedale: camice bianco, stretta di mano andatura normale, nessun tremore. Lo sblocco del grano il nodo più importante da sciogliere, essenziale una telefonata di Putin a Zelensky per trovare una soluzione, impensabile e pericoloso da parte Ucraina puntare alla distruzione delle navi russe con i missili a lunga gittata che l’America dopo il no sembra oggi propensa a inviare. Il fattore umano, la sopravvivenza di milioni di persone secondari agli interessi di potere. Piovono missili sull’Ucraina distrutta, ci vorranno anni per sminare i territori e renderli sicuri, l’illusione di una rapida ricostruzione e’ pura utopia.

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