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La guerra e’ una cosa seria. Sono in molti a non averlo capito, il mondo bombardato mediaticamente osserva impotente e si interroga parlando il linguaggio della gente comune. Tutti questi Grandi , si riempiono la bocca, sempre in riunione, raccontano favol , e noi li paghiamo, vogliamo più fatti e meno parole. I costi del conflitto altissimi in termini economici e di vite umane, numeri da brivido in tre mesi, Zelensky il contabile riferisce a ribasso per quanto riguarda l’Ucraina 15000 tra militari e civili, a rialzo per la Russia 30000. Il leader provato dal pressing dell’offensiva russa non lo ammette, ma le immagini impietose della devastazione in atto trasmesse h24 parlano da sole.

Putin chiamato al telefono anche da Macron e Sholtz si è dichiarato favorevole alla riapertura delle trattative per agevolare il transito del grano bloccato sul Mar Nero, a patto che l’alleanza rinunci ad inviare altre armi. Zelensky non ci sente, ma e’ altrettanto vero che gli attori in campo non stanno dimostrando a livello diplomatico di avere la forza per fermare i belligeranti, voci di popolo. Il Cremlino da settimane avverte, inascoltato, risponde con l’avanzata dell’esercito e con una pioggia di fuoco che incendia gli animi già feriti e distrugge tutto quello che trova. Severo Novastsk sul punto di trasformarsi in una seconda Mariupol, la resistenza Ucraina allo stremo, questione di giorni, Kramatorsk isolata, non si entra e non si esce, la presa del Donbass sicura, anche Kerson sotto assedio dai primi giorni del conflitto piegata.

Zelensky continua a dire nonostante abbia ricevuto nuovi missili 109, che con ulteriori forniture i suoi uomini potranno riprendersi i territori conquistati. La propaganda cui siamo abituati, condotta magistralmente dallo staff del governo ucraino lancia i soliti proclami: Il Dombass non sara’ mai russo, se non lo riprenderemo 13000 persone non rientreranno nelle loro case: chi e’ fuori ci resta anche perché sulla ricostruzione immediata secondo Zekensky, il punto interrogativo e’ d’obbligo, la storia insegna.

L’emergenza economico alimentare richiede una prova di responsabilità da parte degli attori in causa, il rischio di un’ invasione migratoria sul Mediterraneo incombe, le stime dell’ ONU prevedono 400.000 persone se non si interverra’ subito, i numeri degli sbarchi anteguerra sono triplicati da 15000 nel 2021 a 50.000, il Governo alle prese con epidemia e guerra ha preferito non accendere la miccia su un problema che infastidisce, la rivolta popolare dei paesi strozzati dagli approdi senza controllo potrebbe scoppiare da un momento all’altro. Resta sul tavolo la richiesta di cessate il fuoco fatta da Macron e Sholtz ,bisogna procedere per gradi, il si a favorire la ripresa commerciale dell’attività portuale, non e’ a costi zero per Putin che pretende il controllo dell’operazione di sminamento, sembra che gli italiani siano un’eccellenza in materia, e una vigilanza serrata sulle navi per impedire con la scusa del grano l’arrivo di nuove armi, richiesta motivata, l’ex colonnello del KGB non perde colpi, al contrario e’ molto lucido e irremovibile nelle posizioni.

Zelensky costretto a sedersi al tavolo per risolvere la questione del grano, pretende che la Russia sia considerata uno stato terrorista, impone che i 2400 prigionieri dell’acciaieria in attesa di regolare processo con probabile verdetto di condanna a morte siano liberati. L’ingerenza dell’Inghilterra nel conflitto, tastata con mano da un video girato da una telecamera posizionata sull’elmetto, sonoro in lingua inglese conferma le tesi di Putin, il protagonista e’ un marin della Royal Navy inglese, figlio di un diplomatico conservatore, chissà quali altre sorprese usciranno dalla schiera dei componenti del Battaglione Azov?

L’Ucraina senza un addestramento, senza l’intelligence americana e inglese non avrebbe resistito gli uomini sono stati formati da militari Nato, fatti non teorie. L’ invasione russa va condannata così come la guerra del Donbass in atto dal 2014, oggetto di scarsa attenzione da parte dei media. E’ tempo di pace, i nostri politici pronti a sostenere la causa, danno quotidianamente prova di immaturità. Tiene banco sui giornali e in TV la proposta di Salvini di andare a Mosca, inevitabile il cabaret: Letta: “Va dove ti porta il cuore”, Calenda: “La guerra e’ cosa da adulti”, Meloni: “Meglio dare prova di un occidente unito”; Salvini : ”Forse non vado ma se serve….Chi ha torto e chi ha ragione in questa bagarre senza fine , mettetevi d’accordo e fatela finita: la guerra e’ una cosa seria.

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