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La pace, un compromesso che salva le vite. Grido di allarme di Zelensky: “Stiamo perdendo 100 uomini al giorno”. L’ eroe del popolo in permanente seduta mediatica si e’ accorto ora delle proporzioni tragiche in cui il conflitto e’ sprofondato? L’ esposizione visiva e’ una droga che più si assume, più la dipendenza aumenta, in questa guerra incentrata sulla propaganda, tutti gli attori in causa ne stanno facendo uso, trascurando in nome degli interessi che la salvezza delle vite e’ al primo posto.

La corsa alle armi per la difesa dell’Ucraina un suggerimento degli Stati Uniti, belligeranti a tempo indeterminato, senza guerre non sanno vivere, la sete di onnipotenza non e’ mai soddisfatta. Putin all’inizio del conflitto annunciato da mesi aveva chiesto di non intervenire, nessuna invasione va giustificata, ma la storia e’ piena di soprusi commessi dagli uomini. Forse, tardi per dirlo, se i primi negoziati fossero andati in porto con la neutralità dell’Ucraina, il riconoscimento dell’indipendenza delle repubbliche separatiste con eventuale annessione della Crimea , non avremmo assistito a questa catastrofe umanitaria.

Qualcuno ha spinto l’ acceleratore di una corsa al massacro convincendo gli inesperti che Putin ha dichiarato guerra all’ Europa, niente di più falso , l’Europa e’ entrata nel conflitto e ne pagherà le conseguenze per decenni, la recessione e’ iniziata lo ha detto anche Gentiloni. Siamo in emergenza energetica, il plauso di Draghi alle nuove forniture, il programma sulle rinnovabili, tutto in divenire, basta una rivolta nei Paesi come Algeria , Congo, Emirati sempre nel cuore dei conflitti per trasformare gli accordi in carta straccia. La carestia alle porte per mancanza di consegne di grano con cui Ucraina e Russia soddisfano il 30% della richiesta mondiale potrebbe essere motivazione di sommosse e rivoluzioni nei Paesi del Nord Africa se non si corre ai ripari.

L’emergenza alimentare saccheggia i portafogli, carrelli della spesa ridotti, bisogna risparmiare dicono i consumatori tra i rincari delle bollette, la spesa quotidiana sempre più alta, le 200 euro stanziate da Draghi in busta paga e pensioni, un palliativo che non soddisfa, piangono tutti in primis l’azienda del turismo asse portante del nostro bel Paese, l’assenza dei russi ottimi clienti, radiati per sanzioni, mette in crisi gli operatori. I beni sequestrati degli oligarchi amici di Putin, secondo Zelensky, un buon risarcimento per chi ha perso tutto, siamo sul probabile, non sul consentito.

Le sanzioni ha detto Putin sopportabili per la Russia, il gas sempre erogato prima fonte di finanziamento della guerra oggetto di ulteriori sacrifici secondo Draghi, bisognerebbe indire un referendum per appurare cosa ne pensano gli italiani chiamati come il 12 giugno ad esprimersi su cose datate nel tempo mai applicate, la riforma della Cartabia ha provocato lo sciopero dei magistrati. L’informazione che da tre mesi galoppa la guerra e si nutre di sensazionalismo misto ad orrori di cui le guerre sono piene, non trascura il gossip, circolano voci non confermate di un Putin gravemente malato, fuori di testa, incline a mettere mano al nucleare se la disfatta dovesse verificarsi, meglio ritrovare la strada del negoziato, obbligando le parti a sedersi al tavolo e a rinunciare a qualcosa.

La resa dei miliziani del Battaglione Azov, una spina nel fianco per Zelensky che ha preferito avere eroi vivi, al posto di giustiziati, per ora tutti in attesa di processo sulla scia di quelli gia’ iniziati a Kiev, una violazione del diritto internazionale della corte di giustizia, mai successo che a guerra in corso si parli di condanne. Un compromesso ben studiato che non metta all’angolo la Russia parole di Macron, e tuteli la sovranità territoriale dell’ Ucraina sarebbe la soluzione migliore. Salvare vite e’ l’impegno primario di chi governa, la ricostruzione viene dopo.

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