• Tempo di Lettura:3Minuti

Mattarella e Draghi in prima fila per l’ Ucraina. Siamo vicini al popolo ucraino, condividiamo le motivazioni della difesa, e’ in gioco il futuro dell’ Europa, con queste parole il Presidente Mattarella ha ufficializzato la posizione dell’Italia, insieme a Draghi che ha avallato il sostegno in armi e accoglienza. Viva la democrazia anche se le dimissioni di quattro senatori dei 5 stelle definiti filo putiniani qualche dubbio lo impongono: che fine ha fatto il libero pensiero? Il Cremlino mastica veleno, tra sanzioni ed embarghi che fanno rumore più che sostanza, la Russia da anni e’ abituata a convivere in regime di esclusione.

Gli esperti fanno notare che la recessione in Europa e’ alle porte, riguarda tutti i paesi nessuno escluso, le conseguenze del conflitto dureranno anni, i sostegni non bastano, la pandemia ce lo ha insegnato, meglio sposare la causa di pace. L’ escalation russa si sta estendendo ai confini della Slovacchia e dell’Ungheria, colpiti da missili snodi ferroviari su cui transitano le armi in arrivo dall’occidente. Piovono missili sulle grandi città, Odessa, Kiev, Leopoli via cielo, via mare. Mariupol soffre il dramma dell’evacuazione sembra ci siano ancora 200 civili in attesa di salire sui pullman, a proposito di autobus non si sa nulla sulla scomparsa di dieci mezzi, qualcuno parla di deportazione.

Il sindaco di Mariupol rende noto che sono cessati i contatti con i combattenti del Battaglione Azov. La propaganda oggetto di accuse tra i contendenti , rende sempre più difficile distinguere la verita’ dalle bugie. Biden baldanzoso nonostante la grave crisi economica che affligge l’America, elogia i lavoratori dell’azienda che produce missili Javelin; definendoli paladini della libertà. Londra aumenta il carico annunciando l’espulsione dalla City di 1700 aziende russe. Danno fastidio a Putin voci sempre più attendibili che confermano la presenza attiva nel conflitto di reparti speciali britannici, contractors chiusi nell’ acciaieria, probabile la partecipazione in territorio russo nella distruzione dei depositi militari, comportamenti che una volta appurati potrebbero dare la svolta decisiva alla guerra condotta per procura dall’America e dall’Inghilterra suddita.

Soloviev voce del Cremlino nel suo programma di punta non esclude la possibilità della terza guerra mondiale di fatto gia’ in corso, con orgoglio fa vedere il missile Sarmat, elogia la potenza nel comunicare velocità e tempo di distruzione: 2,02 secondi per Londra 1,06 per Berlino da rabbrividire solo sentendoli pronunciare. La guerra, grande follia, fermarla non e’ impossibile basta volerlo ricordando a chi vi partecipa che ad ogni azione ne corrisponde un’altra uguale e contraria.

Seguiteci anche su www.persemprecalcio.it