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Nuvole nere sull’Ucraina piegata dalle bombe di Putin. Zelensky non.demorde, continua a chiedere armi pesanti, missili a lunga gittata per respingere l’ avanzata russa e riconquistare il Donbass. Il padrone di casa offre al.suo esercito, rinforzato dalla presenza dei civili arruolati per decreto, l’elisir della vittoria. Scambio di cortesie tra Putin che accusa gli ucraini di aver minato il mar Nero e viceversa, e non solo la propaganda alza il tiro ogni giorno, facendo leva sulla coscienza collettiva messa quotidianamente alla prova del dolore con le immagini dei civili morti, 4000 secondo le stime dell’ONU, silenzio sulle perdite in campo. La guerra non ha mai fatto distinzione, sul valore delle vite, sfortunato chi ne resta vittima.

La diplomazia latita, insieme ai negoziatori che non convincono. Il Cremlino fa notare da settimane che non ci può essere dialogo con un occidente che invia armi, totalmente schierato con l’Ucraina. Biden di ritorno dal Texas frastornato per la tragedia della scuola in cui 18 bambini sono morti a causa della follia di un diciottenne, asseconda le richieste fino a ieri negate pronto ad inviare missili di lunga gittata che potrebbero avere ripercussioni negative qualora il suolo russo fosse bombardato. Le armi fanno ricchi chi le produce e uccidono chi se ne serve, mai per fini amichevoli. L’America da sempre belligerante per sete di dominio nel mondo non sente ragioni, convinta com’e’ che le armi siano utili alla difesa.

Trump in visita a Huston alla convention della lobby delle armi suggerisce di darle anche agli insegnanti, come se la furia cieca di qualche pazzo si potesse fermare sparando dalla cattedra. Tra i leader promotori di una pace che nessuno vuole qualcuno si e’ defilato Berlino e Francia per primi, un fallimento nella trattativa rischia di sbiadire la credibilità del leader, Draghi sa solo dire che Putin pur disponibile a certe condizioni ad agevolare il viaggio del grano nei paesi più poveri a condizione che le navi russe facciano da scorta, riferisce che a suo avviso la pace e’ lontana. La maggioranza del suo governo appiccicata colla scadente non brilla per iniziative: Letta piagnucola e invita alla costruzione di una sinistra allargata, rischio non governo Draghi, o tecnico ma la destra di Meloni e Salvini.

Il leader della Lega ce la mette tutta, anche lui in fatto di gaffes non scherza: “Sono disponibile a recarmi dove richiesto, anche a Mosca”; gelo sulle sue dichiarazioni. La catastrofe planetaria del grano che non arriva, il trasporto su rotaie non copre i bisogni della richiesta, può provocare da un momento all’altro la guerra del pane nei paesi africani, con conseguente assedio di migrazioni dai paesi coinvolti, nel Mediterraneo gonfio di morti e super frequentato dai barconi della speranza. La Ministra Lamorgese tace sui numeri che affollano i centri di accoglienza, 1000 nell’ultima settimana, ospitati senza nessuna regola igienica ammassati come carne da macello, altro che integrazione. Qualcuno ha sentito l’UE parlare del sacrificio del nostro paese , meglio tacere il problema della ridistribuzione scotta, adesso c’ e’ l’Ucraina.

In questa confusione in cui tutti parlano e nessuno decide, trovano spazio le solite indiscrezioni su Putin intento alla ricostruzione dell’ Impero sovietico, a fare terra bruciata dell’Ucraina, ossessionato da visioni, da paure più che giustificate di essere avvelenato, isolato da tutti anche dai più fidati, teorie che non colpiscono più di tanto, Boris Jonhson re dei festini in tempo di pandemia va oltre proponendo la formazione di nuovi stati Inghilterra e Paesi Baltici , un Commowelth da anteporre alla UE, temperature alte insolite nel mese di maggio, la follia non ha stagioni. Unica nota lieta, prossima a diventare tormentone dell’estate , la canzone di Checco Zalone: “Sulla barca dell’oligarca” il ritornello recita… “Pacifismo, comunione, liberta’”.

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