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Parla Putin, indice puntato sull’Occidente che ha scelto il suicidio energetico; l’impennata dei prezzi frutto degli errori commessi, 75% in piu’, aumenti stratosferici che stanno portando alla recessione. Questa guerra ha detto Putin sta scrivendo nuove pagine di storia, la strada intrapresa segnata da sanzioni che stanno distruggendo rapporti commerciali in essere da decenni non e’ più percorribile, la Russia sta valutando nuove opportunità, dobbiamo pensare all’interesse del Paese. L’allargamento della Nato con l’ingresso della Finlandia e della Svezia che impaurite hanno scelto di ripararsi sotto l’ombrello insieme alla UE, impone una virata rispetto ai rapporti cordiali finora intrattenuti con i due Paesi neutrali, mai minacciati, i 1200 km che separano la Finlandia dal confine russo debbono restare liberi dall’ingerenza della Nato, in caso contrario ci vedremo costretti a puntare i nostri missili nucleari per difendere la nostra sicurezza.

Un sondaggio condotto a Mosca dal premio Nobel ha evidenziato che Putin gode di un gradimento dell’83% nella popolazione over 50, qualche fibrillazione tra i giovani dai 23 ai 35 anni per la paura di essere arruolati, come accaduto nell’Ucraina di Zelensky per decreto dai 18 ai 60. Fonti dell’intelligence occidentale riferiscono di un Putin colonnello che da solo impartisce ordini da Mosca. Nessun risparmio di bombe e missili su Mykolaiv, Odessa stretta in una morsa, distrutto al confine con la Polonia un carico di armi destinate alla difesa Ucraina molto attiva perché sapientemente supportata da due guerrafondai Biden e Johnson sempre più convinti che una guerra lunga stanchi la Russia e la costringa alla resa, nessun territorio conquistato sara’ concesso.

La propaganda Ucraina punta ad incrementare l’odio contro i russi, colpevoli di crimini di guerra, mostrando al mondo giovani soldati impauriti che hanno ucciso per eseguire gli ordini, la Procuratrice Ucraina sempre più agguerrita ne porterà alla sbarra altri 50 nelle prossime settimane, Putin ha chiesto un’indagine privata su Bucha. Gli esperti invitati ad esprimere un parere hanno sottolineato che chi conosce la storia sa che questo metodo russo e’ sempre stato applicato sin dai tempi degli Zar, comunque le guerre finora combattute dall’America, Afghanistan e Siria ultime in ordine di tempo non hanno brillato per rispetto delle regole e di diritti umani. Sul piatto delle trattative per ora ferme dopo la tregua concessa per evacuare i 250 feriti dell’acciaieria, pesa l’incognita dei militari del Battaglione Azov che Zelensky vuole salvare ad ogni costo, contro il parere del Procuratore russo che ha chiesto alla Corte Suprema di iscriverli nella lista delle organizzazioni terroristiche.

Braccio di ferro sempre più duro, pace lontana e accantonata in un angolo. La stessa diplomazia legata ad interessi di parte, il bluff dell’Europa Unita per paura di essere aggredita dalla Russia si evince dal comportamento di Orban che ha rinviato il suo si al sesto pacchetto di sanzioni in cambio di un Recovery plan negato all’Ungheria, lo stesso vale per la Slovacchia, l’ Italia la più penalizzata dall’assenza del turismo russo, dal mancato export di aziende sull’orlo del fallimento per consegne annullate, continua ostinata a varare il terzo pacchetto di aiuti in armi all’Ucraina, non sappiamo cosa Biden abbia promesso a Draghi con la mano protettiva sulla spalla del Figliuol Prodigo. Putin non vincerà la guerra ma l’Occidente ha tanto da perdere inseguendo la sua follia di piegare una Russia che ha invaso l’Ucraina non l’occidente chiamato a combattere e così sarà con 32 basi Nato una protezione che preoccupa e fa presagire una militarizzazione sempre attiva, perché gli Stati Uniti senza le guerre non possono esercitare il ruolo di super Potenza.

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