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Pericoloso isolare l’enclave russa di Kaliningrad. La Lituania ha deciso di isolare la enclave russa di Kaliningrad. Com’è noto, si tratta di un piccolo territorio incuneato tra Polonia e Lituania (entrambi Paesi UE e NATO) che fa parte della Federazione Russa, ed è pure potentemente armato con la presenza di basi missilistiche.

Apparteneva un tempo alla Germania, e in particolare alla Prussia orientale, ed aveva come capitale Konigsberg, la città natale di Immanuel Kant. I russi cambiarono il nome in Kaliningrad quando costrinsero con la forza i tre Paesi baltici – Estonia, Lettonia e Lituania – ad entrare nell’Unione Sovietica perdendo così la loro indipendenza.

Il regime sovietico fu in loco particolarmente duro, e cercò di frenare le aspirazioni indipendentiste trasferendo nei tre piccoli Stati molti cittadini russi e imponendo il russo come lingua ufficiale. Ciò spiega la presenza nelle nazioni baltiche di una consistente minoranza russofona.

Non è la prima volta che il governo di Vilnius prende decisioni coraggiose. Alcuni mesi orsono aprì una rappresentanza ufficiale di Taiwan, con fini soprattutto commerciali. E la reazione di Pechino fu durissima, con pesanti ritorsioni economiche.

Tuttavia la Cina è lontana, mentre la Federazione Russa incombe ancor più di prima dopo l’invasione dell’Ucraina. La reazione di Mosca è infatti stata durissima. Vilnius ha deciso di impedire il transito sul suo territorio di beni sottoposti alle sanzioni anti-russe.

Questo significa isolare Kaliningrad via terra, consentendovi solo l’accesso dal Mar Baltico. Il problema è che dalla enclave i russi tengono sotto il tiro diretto dei loro missili non solo le nazioni baltiche, ma anche la Polonia.

Quest’ultima, come tutti sanno, è lo snodo principale per l’invio di armi occidentali all’Ucraina e, visto l’attuale clima di grande tensione, non si può del tutto escludere un attacco missilistico diretto al territorio polacco. Si spera ovviamente che l’appartenenza di Varsavia alla NATO scoraggi i russi dall’intraprendere un’azione che potrebbe davvero allargare il conflitto, dal momento che USA e NATO sarebbero a quel punto costretti a intervenire militarmente.

Situazione esplosiva, dunque. Il traffico ferroviario tra Mosca e Kalinigrad è stato di fatto bloccato, e i russi hanno minacciato di utilizzare i loro missili balistici Iskander – presenti in gran numero nella enclave – per colpire direttamente la Lituania e i suoi alleati occidentali.

Mosca sostiene che l’azione di Vilnius è illegale. Aderendo all’Unione Europea nel 2004, la Lituania si era impegnata a garantire il libero transito delle merci tra la Federazione Russa e la regione di Kaliningrad. Ragion per cui, secondo Mosca, con questa decisione il governo di Vilnius starebbe violando una serie di atti internazionali legalmente vincolanti.

I lituani rispondono che i russi non hanno il diritto di appellarsi al diritto internazionale, poiché lo hanno platealmente violato con l’aggressione a Kiev. I toni si fanno sempre più accesi e non si vede, per ora, alcuna possibilità di accordo.

Questo nuovo casus belli getta altra benzina sul fuoco della guerra che si sta combattendo nell’Europa orientale, e riduce ulteriormente la possibilità di un accordo diplomatico che ponga fine a un conflitto sempre più sanguinoso.

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