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Piu’ sanzioni, piu’ armi, meno gas. Dispetti di guerra che rischiano di trasformarsi in rappresaglia. Mattarella senza mezzi termini ha rimproverato la Russia per essere uscita dalle regole e ha definito piu’ che legittimo il comportamento dell’Europa schierata con l’Ucraina nei confronti dell’invasore. La chiusura dei rubinetti del gas a Polonia e Bulgaria , causa mancato pagamento in rubli, l’ennesimo pretesto per sollevare un polverone di polemiche.

” Inaccettabili ricatti , ha detto Von der Leyen, sosterremo i nostri alleati, i due Paesi pronti a chiedere i danni. Zelensky sempre in ascolto ha sparato alto: Putin vuole smembrare e ridisegnare i confini dell’Europa “.

Il conflitto si sta allargando, l’esercito russo avanza con cautela, supportato da bombardamenti e missili Karkiv sotto assedio da due mesi, i civili di Kerson investiti da lacrimogeni, gli osservatori fanno notare che i tempi si allungheranno in linea con i pronostici americani, una guerra di attrito indebolira’ la Russia e favorirà la vittoria dell’Ucraina. Putin in conferenza stampa ha comunicato al popolo che la Duma sta lavorando per rafforzare la sovranità della Russia con provvedimenti che non richiedono interventi di paesi terzi. Siamo uniti ha detto il Presidente, non divisi come vogliono far credere, in grado di sopportare le sanzioni. Le insofferenze non sono mancate tra i fedelissimi, il vice direttore di Gazprom si è dimesso pet andare a combattere a fianco degli Ucraini. La caccia a tutto cio’ che e’ russo ha contagiato anche alti vertici , no agli atleti a Wimbledon, agli internazionali di tennis a Roma, no a Etoiles della danza, direttori di orchestra, cantanti, ingegneri super qualificati, si ha la sensazione che il razzismo abbia messo radici in Italia.

La rabbia e la tensione su entrambi i fronti contribuiscono ad inasprire gli scontri allontanando il dialogo relegato in un angolo anche se i protagonisti in causa confermano che le trattative continuano. La guerra e’ voce dei popoli non serve a nessuno, purtroppo rende fiero chi la dichiara, chi la combatte, l’uomo non e’ mai contento di quello che ha.

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