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Putin-Zelensky, sfida all’ultima bomba. Toni accesi nella guerra delle parole che corre parallela ai missili lanciati senza risparmio. Ursula Von Der Leyen da Avos in Svizzera conferma il pieno appoggio dell’UE all’Ucraina che deve vincere e punire Putin. Stoltenberg ricorda l’importanza della libertà oltre il profitto , la posta in gioco e’ alta, oltre l’Europa. Kissinger presente alla convention ammonisce: “Stiamo attenti a non mettere la Russia nell’angolo o le conseguenze geopolitiche saranno gravissime. Dichiarazioni che pesano come macigni su questa guerra senza regole da cui nessuno vuole essere escluso.

La propaganda Ucraina concentrata a comunicare il numero dei civili morti e a raccogliere prove di crimini di guerra. Aperto e chiuso in 5 giorni con condanna all ergastolo il processo contro il giovane sergente russo colpevole di aver ucciso un civile per eseguire un ordine. Gli esperti militari chiamati ad esprimersi hanno sollevato molte perplessità nel metodo insolito applicato per la prima volta in violazione del diritto internazionale. Processo farsa ha gridato qualche opinionista, illegittimo, in assenza di testimoni, con un avvocato della difesa più simile ad un Pubblico Ministero. Silenzio in casa Russia che ha in consegna 2438 prigionieri del Battaglione Azov, 78 donne incluse. Circolano voci non confermate di un probabile processo a Mariupol data da destinarsi, le regole imporrebbero una volta concluso il conflitto.

Intensi e senza sosta i combattimenti nel Donbass, la città di Severo Donesk rischia di diventare una seconda Mariupol per il numero di civili ancora presenti e per la resistenza Ucraina che non vuole ritirarsi, sembra che nessuno pensi al crescente numero di morti, trovati a Mariupol 200 persone in uno scantinato sotto un grattacielo, Zelensky e i suoi ministri parlano una sola lingua, armi, sanzioni, embarghi sempre più duri. Il nodo più duro le tonnellate di grano e cereali bloccati nel porto di Odessa in attesa di raggiungere i Paesi a rischio guerra del pane.

La Gran Bretagna di Jonhson si è offerta di inviare navi per controllare e garantire il trasporto, dalla Danimarca un aiuto inatteso, missili antinave per mettere fuori uso quelle russe ancorate intorno all’isola dei serpenti. Programmi che fanno tirare un sospiro di sollievo a Zelensky decisioni non ancora approvate dall’America comandante in capo. Come reagirà Putin innervosito e’ dire poco da uno schieramento mondiale che ha dichiarato guerra alla Russia in nome della democrazia. Non siamo alle ultime battute , la situazione dicono gli analisti e’ molto complicata, le trattative in stallo. Chi l’avrebbe mai detto che la corsa alle armi avrebbe avuto più iscritti di quella per la pace?.

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