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Gli scontri sul terreno si susseguono con grande intensità. Gli attacchi con droni e missili continuano.

La controffensiva delle truppe ucraine viene portata avanti con impegno e sacrificio. I russi oppongono resistenza e dove possono contrattaccano. La linea del fronte, da fine maggio, è pressoché immutata anche in presenza di spazi di penetrazione da parte della controffensiva ucraina nel sud, a Zaporizia occidentale.

La cruenza dei combattimenti viene purtroppo quantificata anche con il numero delle vittime. È stato stimato che tra morti e feriti sono oltre cinquecentomila (500.000) le vittime tra i militari russi ed ucraini.

Poi ci sono le vittime civili con oltre novemila settecento (9.700) morti e più diciassettemila settecento (17.700) feriti (dati al 4 ottobre ’23 di OCHA-United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs).

Sostegno per la pace

Di fronte a ciò si spera di giungere quanto prima ad una fine della guerra e ad una pace giusta. l’Ucraina per giungervi (alla pace giusta) e costretta a combattere e oltre al successo della controffensiva necessità di un convinto appoggio dell’Occidente (in generale), della NATO e dell’Europa.

Servono le forniture di materiali ed armamenti, necessarie alle truppe di Kiev per stare sul terreno e portare avanti le proprie operazioni. Fanno preoccupare le intenzioni di Polonia e Slovacchia di non voler più inviare armi all’Ucraina. Lascia perplessi la momentanea sospensione, per evitare lo shutdown, dello stanziamento di 6,5MLD da parte del congresso USA, ma il Presidente Biden è sicuro che la maggioranza bipartisan tra Repubblicani e Democratici a sostegno dell’Ucraina approverà i fondi per novembre prossimo e per il futuro.

Ma servono anche la pressione continua di una diplomazia costante ed il peso delle di sanzioni. Queste ultime stanno influendo sulle esportazioni russe e sul valore del rublo, quindi sull’economia interna e sulle risorse per rifornire la guerra di Putin. Ma da più parti si avverte la necessità di garantirne l’efficacia continua con misure più rigorose. Mosca cerca di aggirarle specie con le esportazioni del petrolio.

Intanto l’inverno ad est è alle porte, viene avanti veloce. Gli ucraini sanno che devono spingere quanto più possono nelle prossime tre/quattro settimane, poi tutto diventa un po’ più complicato ma non impossibile.

I russi, è bene ricordarlo, possono sfruttare la stagione invernale, come già fatto precedentemente, per rinforzare ulteriormente le loro difese ed organizzarsi per una ripresa dell’offensiva sugli ucraini sia a sud che ad est. E sfrutteranno qualsiasi piccolissima crepa che si dovesse creare sul fronte dei sostenitori all’Ucraina.

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