Piazza Affari nervosa. Spread torna in area 330 punti, rendimento al 3,73%

Seduta volatile per Piazza Affari all’indomani dell’ultimatum dell’Ue al Governo. La Borsa milanese è quasi sempre rimasta in territorio negativo (eccetto uno sporadico +0,3%) e ha ceduto da un minimo di -0,4% a un massimo di -1,7%. Pesa l’allargamento dello spread tra i rendimenti dei BTp decennali e dei Bund di pari scadenza che, dopo avere sfiorato i 340 punti, si è riassestato in area 330 punti, comunque ai massimi in oltre cinque anni. Piazza Affari limita comunque i ribassi dopo la dura lettera di Bruxelles al Governo: la Commissione europea ha parlato di una «deviazione senza precedenti nella storia del patto di stabilità» e ha chiesto una risposta entro lunedì. I riflettori sono sullo scontro interno alla maggioranza sul decreto fiscale, che rischia di mettere alla prova la tenuta del Governo.

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A pagare lo scotto peggiore sono le banche, con i principali istituti anche in ribasso del 5%. Più caute le Borse europee (segui qui l’andamento dei listini), con gli investitori che digeriscono le notizie sul rallentamento della crescita cinese e attendono che si dipani la matassa geopolitica europea, dove la Brexit e le tensioni politiche in Italia sono motivo di preoccupazione. Si attende inoltre che si accenda il faro di Wall Street: mentre la stagione delle trimestrali americani è ormai nel vivo, i future indicano un avvio positivo, dopo i ribassi della vigilia.

Bene i petroliferi e le utility, in calo Pirelli
Per quanto riguarda i titoli, bene i petroliferi (Saipem ed Eni sono tra i migliori). In fondo al FTSE MIB c’è Pirelli , penalizzata dal taglio delle stime sul settore pneumatici da parte della rivale francese Michelin. Va bene Stmicroelectronics e proseguono in positivo le utilities (Snam Rete Gas e Terna). Rimbalzano dopo i cali precedenti Cnh Industrial(sulla parità) e Ferrari. Fuori dal listino principale, Salini Impregilo sale, in attesa di capire se e quale ruolo avrà nella vicenda Astaldi (+0,96%). Secondo quanto detto al Sole 24 Ore dal presidente di Ihi, il gruppo giapponese è ancora interessato ad Astaldi e i colloqui tra le parti proseguono. Prima dell’apertura, Salini Impregilo ha annunciato un nuovo contratto da 718,8 milioni di euro per la costruzione di un ulteriore tratto del Grand Paris Express, la più grande iniziativa di mobilità sostenibile in Europa.

LO SPREAD NELL’ERA GIALLO-VERDE
Differenziale di rendimento BTp-bund decennali dal giorno in cui è statto firmato il contratto di governo Lega-M5S

Le banche scivolano in fondo al Ftse Mib
Tra i titoli peggiori di Piazza Affari c’è quello di Banca Mps, entrata in asta di volatilità quando cedeva il 5,68% a 1,578 euro per azione e poi tornata alla contrattazioni con ribassi anche superiori al 4,5%. La banca si allinea al peggioramento del comparto bancario, a sua volta penalizzato dal rialzo dello spread tra i rendimenti dei BTp decennali e i bund di pari scadenza, arrivato a sfiorare i 340 punti: i principali istituti sono in calo anche fino al 5%, con performance negative per con Mediobanca, Banca Generali, Intesa Sanpaolo, Bper Banca, Unicredit, Ubi Banca, dopo che l’assemblea ha approvato il cambio di governance che prevede l’abbandono del duale e l’adozione del sistema monistico, e Banco Bpm. Fuori dal listino principale anche Carige si attesta in calo superiore al 5%.

Per Fitch con taglio rating Italia a rischio anche banche
Per Fitch, con downgrade del rating dell’Italia, sarebbe probabile una revisione anche per 5 banche. «L’outlook negativo sul rating a lungo termine di Intesa, UniCredit, Credem, Mediobanca e Bnl riflette la nostra analisi che le banche in questione subirebbero con ogni probabilità un downgrade qualora venisse abbassato il rating sovrano dell’Italia». E’ quanto si legge in un rapporto sulle banche italiane pubblicato oggi da Fitch. «Un downgrade del rating sovrano non impatterebbe invece direttamente sul rating delle altre banche italiane – prosegue Fitch – Tuttavia i rating potrebbero finire sotto pressione qualora il clima economico dovesse deteriorare e andare a impattare la qualità del loro portafoglio prestito determinando un nuovo aumento di debiti a rischio e peggiori prospettive per la riduzione degli npl. La combinazione di questi due fattori potrebbe rendere i livelli di capitalizzazione meno adeguati con i loro maggiori livelli di rischio. Inoltre la maggior parte delle banche italiane ha ancora una significativa esposizione al debito sovrano».

Piovan, quotazione senza scintille
Debutto senza fuochi d’artificio per Piovan sull’Mta di Borsa Italiana, nel segmento Star. Nel giorno dello sbarco a Piazza Affari, il titolo del gruppo che produce macchine e soluzioni ingegneristiche per il settore della plastica, oscilla attorno alla parità, dopo essere arrivato a guadagnare lo 0,3%, a un massimo di 8,379 euro per azione, poco sopra il prezzo di collocamento di 8,3 euro (la forchetta di prezzo era fra 8,30 e 10,10 euro). Il prezzo di offerta corrisponde a una capitalizzazione della società pari a 423 milioni, al netto delle azioni proprie. Va detto che la matricola non è aiutata dal generale cattivo andamento di Piazza Affari.

Spread supera 330 punti, rendimenti al 3,72%
Dopo un avvio di seduta in rialzo a 329 punti base e nuovo record aggiornato da oltre 5 anni, continua a salire e arriva a 335 punti lo spread tra BTp e Bund spinto, da una parte, dalle tensioni sulla manovra economica del Governo tra Italia e Commissione europea, e dall’altra, dallo scontro politico interno tra i partiti di maggioranza Lega e M5S sul testo del decreto legge fiscale appena varato. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005340929) e il Bund benchmark, ha iniziato la seduta sui massimi da oltre 5 anni a 329 punti base, arrivando poi a 335 punti, in rialzo rispetto ai 325 punti base della chiusura precedente. Il rendimento del decennale italiano in apertura è salito ancora al 3,72% al 3,68 per cento della chiusura di ieri e .

Tokyo chiude in calo modesto nonostante tensioni
L’indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha perso lo 0,56% in chiusura a causa di molteplici fattori, tra cui la preoccupazione per la situazione economica in Cina che ha evidenziato un rallentamento della crescita nel terzo trimestre. A fine seduta le azioni del Nikkei sono scese di 126,08 punti a 22.532,08 punti, mentre il più ampio indice Topix ha perso lo 0,69% a 1.692,85 punti. Gli investitori hanno reagito sia all’annuncio di un rallentamento della crescita in Cina sia alle preoccupazioni derivanti dal caso Khashoggi, il giornalista saudita che è scomparso da quando è andato al consolato del suo paese a Istanbul il 2 ottobre.

Rallenta la crescita in Cina
Pechino ha visto la crescita economica rallentare al 6,5% nel terzo trimestre, la performance trimestrale più debole in nove anni. Il rallentamento del Pil segnalato dal governo arriva in un momento in cui la guerra commerciale con gli Stati Uniti si sta intensificando e gli investimenti continuano a ristagnare. Il Pil è in continua discesa dopo il primo (6,8%) e il secondo trimestre (+6,7%). Questo è il ritmo più lento di crescita per il gigante asiatico dal primo trimestre del 2009, quando la crisi finanziaria ha colpito i mercati globali e chiuso gli sbocchi per le esportazioni cinesi.

Euro sotto quota 1,15 dollari, su il petrolio
Sul fronte valutario, l’euro è scambiato a 1,146 dollari (1,1505 alla chiusura di ieri), e vale 128,854 yen (129,44 ieri), mentre il rapporto dollaro/yen è a 112,44. In leggero rialzo il petrolio: il Wti a dicembre sale dello 0,38% a 68,97 dollari al barile, il Brent di pari scadenza dello 0,45% a 79,65 dollari.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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