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Nella nautica più esclusiva assistiamo a due tendenze ben distinte ma anche complementari: da un lato progetti sempre più avveniristici e dall’altro la riscoperta di alcune icone che meritano di essere restaurate e riportate agli antichi splendori, magari con un’iniezione di nuove tecnologie. Questo è quello che ha spinto un armatore italiano, possessore anche di altri yacht, a scoprire in fondo a un capannone uno splendido, ma fermo sull’invaso da una decina d’anni, Magnum 63. L’ultimo della serie, prodotto dal cantiere statunitense nel 1992. Oltre che di barche, il nuovo armatore è appassionato anche di auto storiche, equando ha incaricato Tommaso Spadolini di curare il refitting della barca, l’ha voluta ridipingere con i colori della mitica Ford GT40 che negli anni Sessanta lanciò (evinse) la sfida alla Ferrari nella mitica 24 Ore di Le Mans.

Un carattere ancora più sportivo
Il Magnum 63 è uno dei più iconici modelli del cantiere statunitense Magnum Marine. Lo yacht ha una lunghezza fuori tutto di 19,20 metri e un baglio massimo di 5,20: la sua carena a V profonda e la trasmissione a eliche di superficie. Con la nuova motorizzazione costituita dalla coppia di MTU 12V2000 da 2.000 cavalli l’uno, il Magnum 63 Fury, varato nell’estate del 2022, ha superato i 55 nodi di velocità di punta, mentre quella di crociera si attesta attorno ai 40 nodi. Ovviamente il ridimensionamento della sala macchina è stato completato da un totale rifacimento di tutta l’impiantistica, e pure la plancia è stata interamente rivista, ritornando anche qui a un disegno più simile all’originale.

Interni rivoluzionati
Dopo la sua seconda stagione di navigazione, la soddisfazione dell’armatore è sempre assoluta e non potrebbe essere altrimenti per una trasformazione che ha saputo riportare in mare un’autentica icona della nautica come il Magnum 63. Ma il refitting di Fury ha fatto anche di più, con un’iniezione di tecnologia e soluzioni originali nel pieno rispetto della sua storia.