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La mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia è giunta alla 79′ edizione, e sul red carpet, oltre ai volti del cinema hanno sfilato anche numerose critiche. Una in particolare coinvolge il mondo degli influencer.

Anno dopo anno infatti, i più popolari influencer italiani e non, sfilano sul tappeto rosso attirando più attenzione degli attori e registi dei film in programma.

La loro presenza, a differenza degli attori, è in qualità di “ospiti” dei brand che partecipano come sponsor. Insomma un’attività di marketing sopraffina dei brand, che in questo modo attirano l’attenzione anche di coloro i quali non hanno una propensione al cinema in senso generale.

Un’attenzione che disturba, e non poco, il mondo della cinematografia, tanto da aver prodotto un’ulteriore protesta, ossia quella che coinvolge il mondo dei doppiatori.

Va ricordato infatti che il cinema si compone di una parte, definita, nascosta. Quella che nessuno vede ma che è parte integrante del cinema, il doppiaggio. Voci e suoni che compongono un film, sono parte integrante della buona riuscita di quest’ultimo, ma in molti spesso non prendono in considerazione questo elemento.

Quante volte è capitato di vedere un film in italiano e poi rivederlo in lingua originale e non percepire lo stesso pathos?

Sebbene il ruolo dei doppiatori sia di rilevante importanza, non sfilano mai sul red carpet di Venezia, incastrati sempre in quel velato oblio che non permette loro godere dello stesso successo degli attori e degli influencer fotografati e acclamati.

Adesso però sembrerebbe essere arrivata la protesta social.

A scrivere in merito sono stato diversi utenti Twitter, i quali reclamano la possibilità anche al mondo del doppiaggio di avere la loro “walk of fame” italiana.