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Meno cavi e caricatori in eccesso: un bene per l’ambiente e per i consumatori. Arriva una svolta concreta dal Parlamento Europeo a lavoro per avviare i negoziati su un caricatore universale, per ridurre i rifiuti elettronici e semplificare l’uso di telefoni cellulari, tablet e fotocamere digitali. Come annunciato in apertura della sessione plenaria di mercoledì mattina, il Parlamento ha adottato la sua posizione negoziale sulla revisione della direttiva sulle apparecchiature radio. L’adozione è avvenuta poiché non sono stati presentati emendamenti al testo, secondo quanto stabilito dalla procedura legislativa in prima lettura. “Con mezzo miliardo di caricabatteria per dispositivi portatili spediti in Europa ogni anno – ha spiegato il relatore Alex Agius Saliba (S&D, MT)  – che generano dalle 11.000 alle 13.000 tonnellate di rifiuti elettronici, un unico caricabatteria per telefoni cellulari e gli altri dispositivi elettronici di piccole e medie dimensioni andrebbe a beneficio di tutti”. Le nuove regole dovrebbero permettere ai consumatori di non avere più bisogno di un nuovo caricabatteria e un nuovo cavo ogni volta che acquistano un dispositivo, e di utilizzare un unico caricabatteria per tutti i dispositivi elettronici di piccole e medie dimensioni. “Questo cambiamento politico integrale – ha aggiunto  il relatore Alex Agius Saliba (S&D, MT)  – si basa sulla proposta della Commissione che richiede l’interoperabilità delle tecnologie di ricarica senza fili entro il 2026 e il miglioramento delle informazioni fornite ai consumatori con etichette chiare. Stiamo anche ampliando la portata della proposta aggiungendo altri prodotti come i computer portatili, che dovranno essere conformi alle nuove regole”. La maggior parte dei dispositivi ricaricabili tramite cavo (come cellulari, tablet, fotocamere digitali, cuffie e auricolari, console per videogiochi e altoparlanti portatili) dovrebbero essere dotati di una porta USB-C, indipendentemente dal produttore. Alcune eccezioni potrebbero riguardare i dispositivi troppo piccoli per alloggiare una porta USB-C, come gli orologi smart, i dispositivi di monitoraggio della salute e alcune attrezzature sportive. In considerazione dell’uso sempre più frequente della ricarica wireless, i deputati alla Commissione di presentare una strategia entro la fine del 2026 che permetta a qualsiasi nuova soluzione di ricarica di funzionare in combinazione con le altre. L’obiettivo è quello di evitare una nuova frammentazione del mercato e i cosiddetti effetti “lock-in” – che si verificano nel momento in cui un consumatore dipende da un singolo produttore – oltre a garantire soluzioni di ricarica convenienti per il consumatore e ridurre i rifiuti ambientali.