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di Giuseppe Esposito

Su questo fronte le forze di occupazione russe intensificano le attività. La strategia è consolidare e mantenere le loro posizioni. La linea a nord del fronte corre per una parte lungo la riva destra del fiume Dnepr. Partendo da Cherson si prosegue per Vasylivka ad est e poi verso la città di Zaporizhia un po’ più a Nord. Da li si va poi nel Donetsk. I russi bombardano la linea di contatto. Per frenare ed evitare i contrattacchi ucraini. Le truppe di Kiev non vogliono che quelle di Mosca vadano verso Mykolayiv. Il fiume Dnepr (nella foto) si interpone tra le parti fungendo da ostacolo naturale.

Nella parte sud, agli estremi della costa del Mar d’Azov – Mar Nero, Mariupol e Odessa vivono due situazioni critiche differenti.
A Mariupol le condizioni di vita sono al limite. Gli occupanti non forniscono i servizi sociali di base ai cittadini. La città sta ancora affrontando diffuse restrizioni per l’accesso all’acqua che per gran parte non è potabile oltre ad essere contaminata. Le condizioni igieniche sono al di sotto della soglia critica. L’aria è avvelenata dall’odore dei cadaveri in decomposizione e dall’olezzo proveniente dalle fogne a cielo aperto. Si riscontrano casi di colera. Questo aggrava maggiormente la situazione. Ci potrebbe essere un isolamento di tipo sanitario della città. Per evitare il diffondersi della malattia.

Odessa sull’altro estremo della sponda dei due mari continua a registrare l’impossibilità di lasciar partire il grano. Parte è accumulato nei silos. Parte è già stivato nelle navi pronte a salpare. Tutto e fermo. In attesa che si possano organizzare dei corridoi sicuri via mare. La Russia si è detta disposta a garantire il passaggio in sicurezza delle navi provenienti dall’Ucraina. Kiev non si fida. Teme che Mosca approfitti della situazione. A vantaggio delle operazioni della flotta navale.
Il ministro russo Lavrov va in Turchia dal suo omologo, il ministro Cavasoglu. Kiev non partecipa alla riunione ma fa sentire la sua voce e le perplessità. Si cerca di trovare una soluzione ma è fumata nera.
Tra Russia e Turchia si registra comunque sintonia e solidità dell’asse stabilito da tempo tra i due paesi. Il ministro turco ha dichiarato che si considerano legittime le richieste di rimozione degli ostacoli che si frappongono alle esportazioni. Il rifermento alle sanzioni occidentali è chiaro. La Turchia mostra di stare a suo agio, in abile equilibrio tra Russia ed Ucraina.

Per ora: il grano rischia di marcire. I paesi del MENA (Middle Est North Africa) rischiano la carestia. Il colera trova terreno fertile per propagarsi e minaccia una epidemia. La diplomazia e ferma al palo e la guerra continua.
Al peggio non c’è mai fine ma la speranza non deve morire.