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di Giuseppe Esposito

Le attenzioni americane per l’area Indo-Pacifico sono note. La crescita della sfera di influenza cinese, non solo in quell’area, è al centro delle inquietudini di Washington.
L’ammiraglio John Aquilino, comandante dello U.S. Indo-Pacific Command, il 17 maggio scorso, ha parlato dinanzi alla Commissione per gli stanziamenti della difesa americana. Ha descritto la Cina come il concorrente strategico più logico per gli Stati Uniti, per gli alleati e i partner in tutto il mondo. Inoltre “La Repubblica Popolare Cinese cerca di diventare una potenza militare globale e acquisire la capacità di impadronirsi di Taiwan, mentre sviluppa armi convenzionali che possono raggiungere il suolo degli Stati Uniti”.

L’audizione di Aquilino ha preceduto il vertice sulla difesa dell’Asia tenuto a Singapore dal 10 al 12 giugno. L’IISS Shangri-La Dialogue organizzato dall’ Istituto Internazionale di Studi Strategici. Al vertice si è parlato del conflitto in Ucraina e dei riflessi nell’area Asiatica.

I ministri della difesa dei paesi asiatici hanno esternato le preoccupazioni per le “ripercussioni sismiche” che il conflitto ucraino sta avendo nella regione. Tra i temi trattati, quelli del diritto, dell’’economia e la geopolitica dell’area.
Per il ministro della difesa giapponese, Kishi Nobuo, la violazione del “diritto” messo in atto dalla Russia con l’invasione “indebolirebbe non solo l’Ucraina ma anche quello dell’ordine internazionale”. Chiunque potrebbe agire indiscriminatamente, ovunque nel mondo, in spregio alle regole di diritto.

Le economie dei paesi sono colpite sui prezzi delle materie prime e dei generi di prima necessità. Il conflitto “sembra lontano da noi, ma ci colpisce direttamente. Il problema del cibo, il problema dell’energia”. Queste le parole del ministro della Difesa indonesiano Prabowo Subianto.

Dal punto di vista geopolitico sono affiorate le preoccupazioni per Taiwan.
Il ministro Kishi Nobuo è stato molto esplicito nel dichiarare che “la comunità internazionale condivide la preoccupazione che una situazione simile all’aggressione della Russia contro l’Ucraina possa scoppiare nell’Indo-Pacifico”. Si teme un diretto scontro tra USA e Cina per Taiwan.

La risposta del ministro della difesa cinese, il Generale Wei Fenghe, è stata che Taiwan è innanzitutto “Taiwan cinese” ed è un affare interno della Cina. La riunificazione verrà realizzata e nessuna forza potrà fermarla. Ogni tentativo di indipendenza di Taiwan sarà stroncato. Ha anche dichiarato che saranno pronti a combattere se qualcuno vuole separare Taiwan dalla Cina.

Anche il Segretario alla difesa USA, J. Austin, ha espresso la posizione americana dicendo che “ci opponiamo categoricamente a qualsiasi modifica unilaterale dello status quo da entrambe le parti e non sosteniamo l’indipendenza di Taiwan”. Ha riaffermato che gli USA continueranno a rispettare gli impegni ai sensi del “Taiwan Relations Act”, inclusa l’assistenza a Taiwan nel mantenere una capacità di autodifesa sufficiente.

Le posizioni delle parti sono chiare. Le preoccupazioni dei leader dell’area Indo-Pacifico anche. Taiwan resta oggetto di criticità e la guerra in Ucraina ha riacceso i riflettori.