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di Giuseppe Esposito

Tra Biden e Zelensky c’è scambio di battute (accuse). Il primo sostiene di avere avvertito gli ucraini sulle intenzioni di Putin di invadere l’Ucraina. Le informative dell’intelligence USA erano, per quanto brutte, chiare in tal senso. Tali avvisi sono rimasti inascoltati.
Il presidente Ucraino ribatte. Dice d’avere chiesto l’adozione di maggiori sanzioni verso la Russia. Aggiunge che la situazione ora sarebbe diversa. Se le armi fossero arrivate a gennaio di quest’anno. Forse tra i due qualcosa si è incrinato. Biden prende un po’ di distanze da Zelensky?
Le dichiarazioni del Presidente americano vanno collocate temporalmente.

Tra le scaramucce di Biden e Zelensky la Russia gongola. Secondo il Corriere “… nei primi quattro mesi dell’anno le entrate del bilancio russo aumentano del 34% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Dell’equivalente di 43,8 miliardi di euro (il 3,3% del prodotto lordo del Paese)”. Per il fondo monetario le previsioni di crescita diminuiranno di un decimo.
L’export del petrolio e del gas russo è aumentato, comunque, in questi primi quattro mesi dell’anno. Se dovesse continuare così le spese per la guerra sarebbero coperte senza alcun problema per tutto il 2023. La stima è circa 100 miliardi di euro. Nonostante un embargo totale verso la Russia a partire da gennaio 2023.

Intanto Zelensky riceve la vista della presidente Von der Leyen. La solidarietà e vicinanza dell’Europa è indiscussa. Lo testimoniano i pacchetti di sanzioni finora approvati. Nel suo incontro con Zelensky e con la stampa la rappresentante europea ha detto che “La Commissione sta preparando l’opinione per gli Stati membri per la concessione dello status di Paese candidato all’Ucraina”. Il percorso di avvicinamento è lungo e non facile. C’è manifesta perplessità da parte di qualche Stato membro.

Sullo sfondo ci sono due appuntamenti importanti. La visita dei capi di Governo di Francia, Italia e Germania in Ucraina e il vertice NATO di fine giugno.
I tre leader appartengono alla schiera di quelli più possibilisti verso le negoziazioni. Porteranno sicuramente l’appoggio europeo. Non ci sarà da stupirsi se chiederanno a Zelensky di definire un “punto”. Quale è il limite oltre il quale non è disposto a scendere per una trattativa. Per il cessate il fuoco è necessaria. Zelensky non è in una posizione facile. In Ucraina c’è chi è più intransigente di lui.
Il vertice NATO di Madrid definirà il nuovo concetto strategico dell’Alleanza. L’ultimo risale al 2010. Sarà l’occasione per parlare di Svezia e Finlandia. Ma anche di relazioni con L’Europa della “Bussola Strategica”. L’Unione Europea e la NATO non sono sovrapponibili ma bisogna trovare un equilibrio.

Saranno quindici giorni intensi. Importanti: ci potranno dire in quale direzione ci stiamo muovendo.