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Nell’ultima foto scattata a Sasha Zdanovych, il bambino spegne le candeline della sua torta di compleanno. Una settimana dopo, a soli 4 anni, perde la vita tra i bombardamenti in Ucraina.

Sasha è scomparso dopo che l’imbarcazione su cui si trovava per salvarsi dal massacro perpetrato dall’esercito russo, si è capovolta nel fiume Dnepr. Lo ha reso noto il quotidiano The Sun.

Non esiste un altro modo per scappare: i soldati russi hanno bloccato tutte le strade”. Lo ha detto il premier ucraino Volodymyr Zelensky, che ha riferito ai leader mondiali la storia di Sasha durante il suo virtuale tour mondiale. “Sparano alle persone in strada, quindi gli adulti cercano di scappare attraversando il fiume”.

La madre, Anna Yakhno, ha trascorso 26 giorni senza sapere cosa fosse accaduto al figlio prima del ritrovamento del corpo. “Il mondo non deve dimenticare il nome di Sasha o quello dell’uomo responsabile della sua morte”, ha detto Anna.

Il bambino viveva con la nonna in una città a nord di Kiev quando le truppe russe hanno invaso l’Ucraina il 24 febbraio. La città fu rasa al suolo e i due si sono rifugiati dai vicini per non rimanere soli senza acqua corrente ed elettricità.

Anna, 25 anni, aggiunge: “Stava aspettando noi: ci chiedeva ‘Quando finirà?’. Ma allo stesso tempo era contento per il suo quarto compleanno, che sarebbe avvenuto il 4 marzo”. Cinque giorni dopo, mamma e figlio hanno parlato per l’ultima volta. Lui disse: “Mamma, non ti preoccupare. Guiderò e arriverò da te quando smetteranno di sparare”.

La nonna, insieme al nipote, arrivarono al molo con le bombe che ancora cadevano intorno a loro. Anna sapeva che quella era la loro unica possibilità di salvezza. Quando non ha avuto loro notizie il giorno dopo, iniziò ad agitarsi. Lei si trovava in un’altra città e così chiamò il papà di Sasha, che raggiunse il villaggio scoprendo che due barche avevano lasciato il molo ma solo una era riuscita ad arrivare dall’altra parte del fiume.

La barca fu trovata capovolta qualche giorno dopo, con il corpo di una persona adulta riconducibile a quello della madre di Anna, la nonna di Sasha. Dopo alcuni giorni, furono trovati altri corpi, tranne quello del bambino. Così la madre sperava che fosse ancora vivo e che qualcuno lo avesse tratto in salvo. “Aspettai per giorni. Ricevevo tantissimi messaggi. L’unica cosa che facevo, da mattina a sera, era leggere quei messaggi”.

Poi, il 5 aprile, ricevette una chiamata. Il corpo di Sasha era stato ritrovato. Lo hanno sepolto accanto a quello della nonna. “La Russia li ha uccisi. Se non avesse invaso il nostro territorio non sarebbe successo. Voglio solo che finisca”.

“E’ stata la Russia a fare questo a mio figlio. E’ stato Putin. Io non so come usare una pistola ma so dire alle persone la verità su questa terribile guerra”.

“Lui si siederà all’Aia e mi vedrà lì”.

“His army came here and did this. They too are responsible,” Yakhno added. “La pagherete. La pagheranno in nome di tutti gli ucraini”.