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di Giuseppe Esposito

Per i russi il mantenimento ed il controllo dei territori occupati nel sud dell’Ucraina sono funzionali allo sforzo principale nel Donbass perché garantiscono la continuità territoriale tra la regione del Lugansk e la penisola di Crimea.

L’asse meridionale copre l’intera fascia costiera da Mariupol (S-Est) ad Odessa (S-Ovest). Per il momento il controllo russo va dalla prima città fino a Kherson che è anche l’estremo S-Est del fronte orientale.
Le forze russe continuano a bombardare le posizioni ucraine lungo l’intero asse e lo stato maggiore ucraino riporta che, nella zona sud, le truppe di Mosca rafforzano le difese aeree e le capacità di guerra elettronica (EW – Electronic Warfare).

Mariupol è ormai occupata e i russi per stabilirne il definitivo controllo hanno implementato le attività per integrarla amministrativamente nella loro economia. Le acciaierie Azvostal, ultimo baluardo della resistenza ucraina, subiscono continui attacchi sia via terra che con il fuoco dell’artiglieria ed aereo; all’interno della struttura vi sono circa mille soldati di cui un centinaio gravemente feriti e per i quali si cerca di trovare soluzioni per l’evacuazione.

Mykolayiv, a N-Ovest di Kherson, viene fatta oggetto di continui bombardamenti e, secondo fonti ucraine, i russi starebbero predisponendo le azioni necessarie per tentare un’offensiva via terra.

L’ultima città del fronte, Odessa, viene colpita da missili e sente risuonare le sirene come non mai dall’inizio della guerra. Per ora i russi non sembrano in grado di poterla minacciare direttamente né con sbarchi dal mare né via terra provenendo da Mykolayiv ad Est. Nel porto i silos sono pieni di grano pronto per essere spedito via mare ma le navi, per ora, restano ancorate agli ormeggi.

La Transnistria è sotto osservazione e gli ucraini continuano ad accusare i russi di provocare tensioni con attività condotte sotto falsa bandiera.

Intanto Mosca a Kaliningrad, lembo di terra situato tra Polonia e Lituania sul mar baltico, ha organizzato nei giorni scorsi delle simulazioni di lancio di missili nucleari specificando che le unità esercitanti hanno effettuato “operazioni in condizioni di radiazioni e contaminazione chimica”, la Bielorussia esercita le unità di risposta rapida (HRF-High Readiness Force) nelle aree al confine con l’Ucraina, la NATO ha dato avvio in Romania all’esercitazione “Dacia 21 Livex” con circa 15 mila militari di 17 paesi alleati e partner, il Segretario Generale Stoltenberg dichiara che la NATO non accetterà mai una Crimea non Ucraina.
Inoltre alle dichiarazioni della Finlandia circa la volontà di aderire all’ Alleanza Atlantica, la cui decisione ufficiale è attesa per domenica, il Cremlino risponde che l’ingresso nella NATO di quel paese è considerata una minaccia.

Tra le parti, anche se non dichiaratamente in guerra tra loro, ci si parla anche in questo modo. Sembra strano ma è così.