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di Giuseppe Esposito

Sull’asse Meridionale i russi continuano i lavori per il rafforzamento delle linee difensive. Mosca fa affluire 60 carri armati T72. Vanno a rinforzare le operazioni sulla linea Orikhiv – Huliapole. Gli occupanti temono controffensive delle truppe di Kiev nelle regioni di Kherson e Zaporizhia.
Il presidente Zelensky vuole che le sue truppe facciano pressione sugli invasori. Pone come obiettivo quello di liberare Kherson. Bisogna tenere le truppe russe lontano da Mikolayiv.

L’ampia fascia di territorio occupato ha per limite inferiore la costa dei due mari (d’Azov e Nero) con al centro la Crimea.
Quello superiore è rappresentato per un lungo tratto dalla sponda orientale del fiume Dnepr, da Kherson a Vasylivka, poi fino ad Hryhorivka (regione di Zaporizhia). Da quest’ultima si va a Huljajpole e si prosegue su Velyka Novosilka (nella regione del Doneck). Da qui si congiunge con il fronte Orientale del Donbass).

Il controllo di tutto il territorio occupato non è semplice e gli occupanti hanno difficoltà a reperire personale per le attività amministrative. Le pressioni filo ucraine vengono esercitate ovunque possibile. Secondo fonti ucraine anche il personale scolastico declina di effettuare attività di insegnamento.

Per Mosca la fascia meridionale funge anche da zona cuscinetto per la protezione della Crimea. Già in mano russa dal 2014.
Secondo l’analisi dell’istituto sullo studio della guerra, i russi rafforzano la loro presenza nel Mar Nero. Proprio sull’isola dei serpenti avrebbero installato sistemi missilistici e aumentato la presenza di fanteria di marina.

Kiev prende alcune contromisure e rafforza la difesa di Odessa. Città economicamente e politicamente importante per lo sbocco sul mare. Per sentirsi più al sicuro e tutelare la città gli ucraini adottano come scudo gli Harpoon norvegesi. Sono sistemi missilistici di deterrenza navale in dotazione ai paesi NATO. La loro gittata e di 140 Km. Sufficienti per tenere le navi russe lontane dalla costa.

Sono in molti a chiedersi se Odessa rimane un obiettivo per Mosca. Economicamente lo è senz’altro perché darebbe ai russi il totale controllo del mare. Anche politicamente lo è, in funzione della creazione di un corridoio che attraversando la regione di Odessa toccherebbe sia la Transnistria che la Crimea.

Il pericolo che i russi ci provino è sempre dietro l’angolo. Prendere gli Harpoon norvegesi è una sicurezza in più verso il mare. Bisogna solo sperare che Mikolayiv, ad est, tenga lontano le truppe dall’accesso al corridoio che via terra porterebbe alla città.