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Nessun accordo su un eventuale incontro tra papa Francesco e il presidente russo Vladimir Putin. Lo rende noto il Cremlino in una nota alla stampa, mentre la Chiesa ortodossa russa con un comunicato afferma che papa Francesco, nell’intervista di ieri al Corriere della Sera, “ha travisato la sua conversazione con il patriarca Kirill” e ha “scelto il tono sbagliato”.

“È deplorevole che un mese e mezzo dopo il colloquio con il Patriarca Kirill, Papa Francesco abbia scelto il tono sbagliato per trasmettere il contenuto di questo colloquio. È improbabile che tali dichiarazioni possano contribuire all’instaurazione di un dialogo costruttivo tra la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa russa, che è particolarmente necessario in questo momento”.

La nota del Servizio di comunicazione del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarca di Mosca in merito all’intervista rilasciata da Papa Francesco al Corriere della Sera e riportata dal quotidiano Avvenire.

“Il Patriarca Kirill – scrive oggi il Servizio di comunicazione – ha osservato che il conflitto è iniziato nel 2014 con gli eventi del Maidan a Kiev, che hanno portato a un cambio di potere in Ucraina. In particolare, ha attirato l’attenzione dell’interlocutore sugli eventi di Odessa e le loro conseguenze”. Riguardo alla città di Odessa, il Patriarca aveva parlato al Papa della strage avvenuta nella Casa dei Sindacati, l’edificio “chiuso a chiave e poi dato alle fiamme”. “Abbiamo seguito tutto questo in televisione quasi in diretta”, ha detto Kirill al Papa. “Questa orribile “lezione” di Odessa ha influenzato la decisione del popolo del sud-est dell’Ucraina di difendere i propri diritti”.

“Inoltre, il Patriarca Kirill – si legge nella nota di oggi – ha ricordato che alla fine dell’era sovietica, la Russia fu rassicurata che la Nato non si sarebbe spostata di un centimetro ad est. Tuttavia, questa promessa è stata infranta, e perfino alcune delle ex repubbliche baltiche sovietiche hanno aderito alla Nato. Di conseguenza, si è sviluppata una situazione molto pericolosa: i confini della Nato si trovano a 130 chilometri da San Pietroburgo, il tempo di volo dei missili è di pochi minuti. Se l’Ucraina fosse ammessa alla Nato, anche il tempo di volo per Mosca sarebbe di alcuni minuti. La Russia non poteva e non può permettere che ciò avvenga”. Nel colloquio, Kirill aveva assicurato il Papa della sua volontà di “contribuire alla pacificazione” perché “è molto importante nelle condizioni attuali evitare un’ulteriore escalation”.

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