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Sono l’ultimo baluardo per una Mariupol libera. Dopo l’evacuazione, completata, dei civili nella giornata di ieri, i soldati del Battaglione Azov sono gli unici rimasti a difendere la città portuale, bombardata dall’inizio della guerra e dove le milizie russe hanno consumato azioni che rasentano il genocidio. Bambini, donne e anziani, da ieri (non si sa per ora dove sono) hanno convissuto e condiviso la paura, la fame, la sete con questi “eroi”. Per giorni e giorni non potendo guardare il sole. Al buio, all’addiaccio. Soldati che si sono posti a difesa dell’acciaieria di Azostov. Contro cui non si contano ormai gli assalti delle truppe di Putin, con il chiaro obiettivo di conquistarla. Non sarà esposta alcuna bandiera bianca. Non ci sarà la loro resa. L’acciaieria è l’ultimo presidio ormai per l’invasione totale di Mariupol. La città della Madonna, come ha detto papa Francesco. Per sottometterla a Mosca.