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di Giuseppe Esposito

La guerra in Ucraina sta causando la distruzione di numerose infrastrutture civili e provocando molte vittime tra la popolazione. Decine di migliaia tra feriti ed uccisi. Non solo nelle aeree dei combattimenti ma anche in zone lontane che sembravano essere più sicure.
Questa situazione ha indotto molte persone a lasciare i luoghi di residenza, le loro case, alla ricerca di territori e condizioni di vita sicuri, assistenza e protezione. Milioni di ucraini si sono spostati e continuano a farlo. Molti si dirigono verso i paesi vicini ed attraversano i confini. Altri invece si muovono all’interno del paese.

L’UNHCR ha dichiarato che l’emergenza umanitaria in Ucraina e di livello 3. Quello più alto previsto.
Secondo i dati dell’UNHCR, al 28 luglio ’22, il numero di movimenti transfrontalieri supera i 9.9 milioni. Verso: la Polonia (4.944.264), la Moldavia (549.333), la Slovacchia (627.555), la Romania (890.168), l’Ungheria (1.041.762), la Bielorussia (16.680) e la Russia (1.857.722). Inoltre si contano circa 6.3 milioni di sfollati interni. Oltre 5.000 sono i civili uccisi, mentre i feriti superano i 7.000.

Passati i confini i profughi si spostano in altri paesi. Il flusso migratorio ucraino dell’attuale guerra va ad aggiungersi a quello dovuto alla crisi del 2014. In Italia vi sono già circa 230.000 ucraini accolti a seguito di quella crisi.

Il 4 marzo 2022 l’UE ha attivato la direttiva sulla “Protezione Temporanea”. L’obiettivo è alleviare la pressione sui sistemi nazionali di asilo e consentire agli sfollati di godere di diritti omogenei in tutta l’UE. Questi diritti includono: residenza, accesso al mercato del lavoro e all’alloggio, assistenza medica, assistenza sociale, accesso all’istruzione per i bambini.
La protezione temporanea è attivabile in caso di afflusso massiccio di rifugiati. Deve fornire protezione immediata e collettiva agli evacuati che non possono ritornare nel proprio paese di origine. Almeno nell’immediato.
In Europa sono oltre 3.7 milioni i rifugiati dall’Ucraina iscritti per la protezione temporanea o regimi di protezione nazionale simili. In Germania 670.000, nella Repubblica Ceca 400.402, in Italia 146.451, in Spagna 103.071, nel Regno Unito 104.000, in Francia 92.156, e così via in altri paesi.

L’attivazione del meccanismo di protezione temporanea pone il problema della mobilità. Con tale dispositivo non si potrà parlare di redistribuzione. I rifugiati ucraini possono muoversi liberamente sul territorio dell’Unione. Non è possibile prevedere a priori dove si dirigeranno i flussi. È ipotizzabile immaginare che molti ucraini si instraderanno verso i paesi dove sono già presenti i familiari. l’Italia potrebbe vedere un ricongiungimento ad una parte dei 230.000 ucraini domiciliati. E così anche per gli altri paesi europei.

L’UE è molto impegnata su questo fronte in coordinamento con i governi nazionali e l’agenzia specifica dell’ONU. È una situazione delicata che vede coinvolti moltissimi bambini ed anziani che necessitano di protezione ed assistenza particolari.