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di Giuseppe Esposito

Contemporaneamente alle operazioni nel Donbass le forze russe cercano di porre in atto le condizioni per esercitare un controllo stabile nelle zone dell’Ucraina meridionale che stanno occupando.
Dal 1° maggio a Kherson, cosi come a Melitopol e Volnovakha, circola il rublo come moneta di scambio. Queste misure che di solito non si applicano necessariamente nei territori occupati potrebbero essere indicative della volontà di attuare il controllo su queste regioni oltre che nel Donbass.

Il Fronte Meridionale, dei due mari (Nero ed Azov), si sviluppa da Mariupol e passando da Melitopol, Kherson (che funge da unione dei fronti) e Mykolayiv giunge ad Odessa.

Mariupol è l’ultima città a sud del Donetsk, fuori dal territorio della repubblica separatista, e rappresenta per i russi anche elemento di sforzo sussidiario a quello principale del Donbass perché la sua tenuta è funzionale alla continuità territoriale con la fascia costiera sud che si collega alla Crimea.
Le ultime resistenze ucraine si concentrano nell’acciaieria Azvostal da dove vengono fatti evacuare, con il concorso della Croce Rossa e dell’ONU, i civili presenti all’interno. Fonti Intelligence riportano che le forze russe sono entrate nel perimetro interno dell’acciaieria; probabilmente il Cremlino vuole accelerare la conquista dell’Azvostal e rivendicare per il 9 maggio il totale controllo di Mariupol.

A sud ovest di Melitopol in località Akimovka gli Ucraini hanno fatto saltare un ponte ferroviario che garantiva i rifornimenti logistici dalla Crimea per il fronte sud.
Mykolayiv è sotto pressione e sente la responsabilità di non dover cedere ed offrire ai russi il corridoio verso Odessa. La città si è organizzata per resistere.
All’estremo ovest poi c’è Odessa che viene bersagliata dal lancio di missili ma non ha ancora subito attacchi via terra e spera nella resistenza di Mykolayiv. La città deve stare concentrata e proteggersi attentamente dalla minaccia russa che oltre dal corridoio di Mykolayiv (da est) potrebbe arrivare dal mare che è di fronte e dalla Transnistria alle spalle.

La Transnistria moldava resta sotto attenzione per gli attentati che si sono avuti nei giorni scorsi e da cui sono scaturite reciproche accuse da parte russa ed ucraina.
Kiev vede le tensioni in quell’area, provocate a loro dire dai russi sotto falsa bandiera, come scusa per trascinare la regione in guerra e per indurre la Moldavia ad abbandonare le politiche filo-europee.
Fonti dello stato maggiore ucraino riportano che i funzionari russi stanno predisponendo l’evacuazione delle famiglie dei propri militari dalla Transnistria.

Nel resto dell’ucraina i russi lanciano missili su infrastrutture ferroviarie per interrompere il trasferimento di armi provenienti da occidente e su depositi carburanti per ridurre la capacità di trasferimenti logistici e movimenti su ruota.