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Sono passati 40 anni dalla morte di Enrico Berlinguer, lo storico segretario del Partito Comunista Italiano morto a Padova l’11 giugno 1984. Figlio di Mario Berlinguer, avvocato e deputato aventiniano, e di Maria Loriga il leader comunista era nato a Sassari nel 1922 e apparteneva ad un’antica famiglia di origine catalana imparentata con i Cossiga, dal quale proveniva il futuro Presidente della Repubblica Francesco. Uomo dal carattere mite ed introverso ma talvolta spigoloso Berlinguer si iscrisse al Partito Comunista nell’ottobre 1943 e alcuni mesi dopo aveva preso parte ai Moti del Pane, manifestazione antibadogliana avvenuta nel gennaio 1944. All’interno del PCI il politico originario di Sassari ha ricoperto vari ruoli e, tant’è che lo storico dirigente comunista Giancarlo Pajetta disse di lui: “giovanissimo si iscrisse al Comitato Centrale del Partito Comunista Italiano“.

Dal 1949 al 1956 Berlinguer ricoprì il ruolo di segretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI). Il 17 marzo 1972 divenne segretario generale del Partito Comunista italiano, succedendo all’ex segretario Luigi Longo. Nel corso della sua segreteria, Berlinguer, si distinse per il compromesso storico con la Democrazia Cristiana e prese le distanze dal comunismo sovietico. Nel 1976 il segretario del PCI fu l’ideatore dell’Eurocomunismo, un progetto riformista a cui aderirono il Partito Comunista Francese, quello spagnolo e della Catalogna. In quell’anno il partito guidato da Berlinguer raggiunse il massimo risultato della sua storia: il 34,4% ottenuto alla Camera nelle elezioni Politiche. Il 7 giugno 1984, nel corso della campagna elettorale per le imminenti elezioni Europee venne colto da un ictus mentre parlava dal palco di Piazza della Frutta di Padova.

Trasportato d’urgenza all’ospedale Giustinianeo morì l’11 giugno dopo quattro giorni d’agonia. La camera ardente venne allestita a Roma in via delle Botteghe Oscure, sede storica del PCI, dove ricevette gli onori del popolo comunista. A rendere omaggio al grande leader, tra lo stupore della folle, ci fu anche Giorgio Almirante, il segretario del Movimento Sociale Italiano, che venne accolto da Pajetta e condotto davanti al feretro di Berlinguer. Fuori dalla sede di Botteghe Oscure il leader missino dichiarò ai cronisti “sono venuto a rendere omaggio a un uomo onesto che credeva nelle sue battaglie”. Indelebile il bacio affettuoso dato dall’allora Presidente delle Repubblica, Sandro Pertini, al feretro di Enrico Berlinguer durante i funerali di Stato. Alle elezioni Europee del 1984 il Partito Comunista Italiano, sulla scia della morte del suo segretario, prese il 33,33% dei suffragi, un numero poco più alto della Dc.