L’11 settembre rimarrà una data tristemente impressa nella memoria di tutti. Americani e non. Anche delle future generazioni. Di chi quel giorno non l’ha mai vissuto. L’attacco alla prima torre. Fumo, fuoco, panico. Poi in diretta tv mondiale l’attacco alla seconda. La distruzione delle Twin Towers, simbolo del capitalismo americano.

Biden

Il neo presidente Biden parla così agli americani: “Mentre continuiamo a riprenderci da questa tragedia, sappiamo per certo che non c’è nulla che l’America non possa superare. I semi del caos, piantati quel settembre da coloro che desideravano ferirci, sono fioriti invece in campi di speranza per un futuro più luminoso”. Intanto il numero uno statunitense proclama il 10 e l’11 settembre ‘Giorni nazionali di preghiera e ricordo’ in occasione del ventennale degli attentati di Al Qaida alle Torri Gemelle e al Pentagono, e di quello fallito contro Capitol Hill. “Atti codardi nati da un odio perverso” che hanno “cambiato la nostra nazione per sempre”, ha ammesso il presidente, sottolineando che 20 anni dopo quel “giorno di terrore, i traumi, il dolore e la ricerca di giustizia – sia personale che collettiva – perseguitano ancora i nostri ricordi”.

Ricordi

Si susseguono immagini di quella tragedia che le tv continuano a riproporre in speciali, documentari, interviste. Biden intanto promette che le 2.977 vittime “non saranno mai dimenticate”, insieme alla “stessa tenacia con cui noi difendiamo i valori americani che sono la radice della nostra forza”. E invita a riflettere sulla libertà e la tolleranza, “parte del nostro carattere americano”.

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