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Immergendosi.
Non spiegate il perché.
Perdereste fiato e tempo.
Non provate a raccontare il motivo. Vi trovereste a scalare un monte che rinnova la sua cima.
Chilometri che si aggiungono a chilometri.
Impresa impossibile.
Se però avete desiderio di aver Bambini profondamente ed infinitamente vivi, dategli un Modo.
Un Metodo.
Un Sistema.
Immergendosi.
Come in acqua.
A testa in giù.
Così o assolutamente nulla. Così oppure è soltanto carta bianca e lettere nere.
Si legge come nell’interno di un ciclone.
Avvolti.
Come in mare.
Profondo.
Leggere per aver salva la vita.

Introduzione di Giovanni Chiaravalle.

Se per noi adulti, il libro e la lettura rappresentano un mezzo indispensabile di approfondimento e di conoscenza di noi stessi, degli altri e del mondo, leggere ad alta voce ai bambini sin dai primi mesi di vita ha un impatto fondamentale sul loro sviluppo. Introdurre la lettura ad alta voce sin dal nido, rappresenta un’opzione educativa e di crescita fondamentale per i bambini.

GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO, 23 APRILE 2015 – Pensando alla parola “libro” vi vengono subito in mente le parole “riassunto”, “compiti” o “scuola” Probabilmente a molti di voi sì, ma non bisogna mai dimenticare che chi dice “libri” dice anche fantasia, cultura, viaggi, immaginazione… e molto, molto di più! Per questo non bisogna mai dimenticare il potere che le parole hanno e continueranno ad avere, che siano scolpite nella pietra o inviate su WhatsApp.

Non a caso, ogni anno il 23 aprile si celebra la Giornata Mondiale del libro e del diritto d’autore, un evento patrocinato dall’Unesco e nato nel 1996 per celebrare i libri in quanto strumenti educativi e di confronto e per riflettere sulla situazione dell’editoria. Ma perché proprio il 23 aprile? Semplice, perché in questa data nel 1616 morirono William Shakespeare, Miguel de Cervantes e il peruviano Inca Garcilaso de la Vega, tre grandi autori destinati a diventare indimenticabili.

Oggi più che mai, quindi, sarebbe giusto spegnere il computer e la TV per leggere, leggere e ancora leggere dimostrando che il luogo comune per cui gli studenti non sono più interessati alla lettura è falso o, ancora peggio, collegato al fatto che troppo spesso a scuola vi vedete costretti a misurarvi solo ed esclusivamente con i titoli che non vi piacciono.