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28 maggio 1974-2024, sono passati 50 anni dalla strage di Piazza della Loggia a Brescia. Un attentato terroristico di matrice neofascista che sconvolse l’Italia, causando otto morti, 102 feriti e una lacerazione profonda nella coscienza nazionale.

Alle 10.12 di quel martedì mattina, una bomba esplose in un cestino dei rifiuti mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista, organizzata da sindacati e forze politiche. Un atto di violenza efferata che colpì innocenti, tra cui giovani, donne e lavoratori.

Tra le vittime, nomi come quello di Fabio Nodari, diciannovenne che perse la vita per proteggere un bambino, divenuto simbolo del sacrificio e dell’impegno contro l’odio e la violenza.

50 anni strage piazza della loggia

Attentato a Piazza della Loggia: un lungo percorso per arrivare alla verità

La strage di Piazza della Loggia ha rappresentato uno dei capitoli più bui della storia italiana. Le indagini, inizialmente deviate da depistaggi e ostacoli, hanno portato solo nel 2014 alla condanna definitiva di alcuni esponenti di Ordine Nuovo, con la collaborazione di apparati dello Stato. Ma la vera vittoria contro il terrorismo non può prescindere dalla memoria e Brescia, ogni anno, commemora le vittime, rinnovando il monito contro ogni forma di intolleranza e violenza.

A distanza di 50 anni Piazza della Loggia rimane un luogo simbolo, un monito contro l’odio e un faro per la speranza. Un luogo dove la memoria diventa impegno per un futuro migliore, dove il rispetto e la solidarietà prevalgano su ogni forma di divisione e violenza.

Oltre alle parole commemorative, è importante ricordare le vittime con azioni concrete come continuare a fare luce sui fatti: è necessario un impegno costante per accertare tutte le responsabilità e garantire che simili tragedie non si ripetano.

La strage di Piazza della Loggia è una ferita che non si rimargina, ma rappresenta anche un monito e un impegno per costruire un futuro migliore.

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