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Benvenuti a AIRBALLS, una rassegna tra il serio ed il faceto sulla settimana del basket italiano, europeo e internazionale.

DONCIC A MADRID, ISTRUZIONI PER LA COMPRENSIONE

La gara tra Real Madrid e Dallas Mavericks, vinta dal Real 127-123, era l’occasione per rivedere al WiZink Center la stella slovena che proprio in casacca merengue ha mosso i suoi primi passi da professionista.

Eppure il fatto che abbia disputato solo 5′ di partita ha dato il via libera a penne affilate, qualcuna in attesa di poter graffiare proprio sul giocatore. Si è parlato di farsa, di teatrino, di soldi buttati.

Tocca quindi chiarire alcune cose.

Luka Doncic non avrebbe dovuto nemmeno mettere piede sul parquet, in quanto affetto da problemi muscolari. Quei 5′ giocati sono stati strappati dal giocatore contro il parere dei medici che gli avevano prescritto assoluto riposo. E non l’avrebbe fatto da nessun’altra parte.

A chi ha pagato il biglietto il campo interessava meno che niente.

Chi ha assistito alla partita ha solo voluto riabbracciare un figlio che la tifoseria del Real ha adottato fin da quando era bambino e che l’ha visto debuttare da adolescente imberbe. Luka Doncic non sarà mai una stella NBA a Madrid ma sempre il figlioccio di tutti, rivederlo è bastato, il fatto che abbia forzato per giocare anche solo pochi istanti lo dimostra.

Se c’è un appunto da muovere alla serata, questo è l’assenza dell’allenatore che per primo gli ha fatto assaggiare il parquet, quel Pablo Laso che la dirigenza ha masticato e sputato senza rispetto verso il suo coach più vincente.

Ci si aspettava che non ci fosse ma non per questo lascia meno l’amaro in bocca.

RIFORMA DELLO SPORT, MARTINELLI SBOTTA: “BASTA DISINFORMAZIONE!”

In un post sul proprio account social, Guido Martinelli, tra gli elaboratori della Riforma dello Sport, ha attaccato duramente le critiche mosse alla nuova legge definendole come disinformazione.

A supporto del suo ragionamento, il giurista chiarisce che il regime precedente non possa essere posto come paragone in quanto tale prassi “era stata dichiarata illegittima da 37 sentenze della Cassazione”.

Il difetto del paragone sarebbe, infatti, che il termine dovrebbe essere il regime applicabile prima della riforma tenendo conto dell’indirizzo dato dagli organi giudiziari.

Martinelli, poi, ha evidenziato come la critica rivolta al testo della Riforma sia spesso priva di proposte alternative ad una norma che egli stesso definisce “sicuramente perfettibile”.

Ancor più polemico l’attacco su chi oggi lamenta il cambio nella regolamentazione dei tesseramenti; tale modifica sarebbe stata infatti preannunciata 4 anni fa, ci sarebbe stato tutto il tempo per adeguarsi.

Chiosa finale sulle associazioni personali, e “come tali contra legem”, di cui, secondo Martinelli, si tenderebbe a nascondere l’esistenza.

CABOCLO, HAZAN E IL VALORE DEI CONTRATTI

8 punti e 7 rimbalzi contro i Brooklyn Nets, un po’ poco per attirare l’attenzione dell’NBA.

Bruno Caboclo ha partecipato alla prima delle tre amichevoli che il Maccabi Ra’Anana ha in programma contro franchigie NBA, con lui un’altra vecchia conoscenza del basket europeo come Dwayne Bacon.

C’è, però, un problema, e cioè che è ancora in vigore il contratto che il lungo brasiliano ha firmato con la Reyer Venezia.

In merito si è espresso il presidente orogranata Federico Casarin che ha confermato che il club farà valere le proprie ragioni nelle sedi opportune.

Ragioni che riguardano il contratto firmato dall’atleta senza che nessuno gli puntasse una pistola alla tempia.

E che non possono cadere per un cambio d’agenzia. Passare da Crespo a Hanan non presume che tutti i contratti firmati prima non abbiano valore.

Sarebbe anche ora, però, che la FIBA e l’NBA cominciassero a prendere seri provvedimenti nei confronti di queste pratiche portate avanti da alcuni agenti.

Spesso i provvedimenti colpiscono unicamente il giocatore, senza toccare l’agente che ha quantomeno collaborato nell’elaborazione della strategia che l’ha portato ad infrangere le regole.

Daniel Hazan non è nuovo a movimenti di questo genere, visti in modo simile con Charles Misuraca e Wayne Selden nei confronti di Verona.

Forse la soluzione è colpire le agenzie o gli agenti stessi per far capire che non tutto è permesso.