Washington, USA – La polizia locale ha reso nota la notizia per cui sarebbe deceduto uno degli agenti feriti durante l’assalto a Capitol Hill da parte dei sostenitori di Donald Trump. Nella nota ufficiale degli inquirenti si apprende come il poliziotto, tale Brian Sicknick, sia stato ferito mentre si opponeva fisicamente ad un attacco dei manifestanti. Sicknick tornato in caserma è crollato per le ferite e successivamente morto in ospedale.

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Donald Trump si ricompone dopo i fatti di Capitol Hill

Il repubblicano tycoon di New York Donald Trump, dalla sua, ha ammesso la sconfitta politica: “Il Congresso ha certificato i risultati delle elezioni. Dal 20 gennaio partirà una nuova amministrazione. Il mio personale obiettivo, adesso, è quello di garantire una transizione tranquilla e ordinata”. Così, l’ormai attuale ex presidente degli Stati Uniti d’America, ha ammesso la propria sconfitta dopo tanti tentativi di ribaltare la situazione, pur non citando il dem Joe Biden.

“Adesso è il momento di placare gli animi e di ripristinare la calma. Bisogna tornare alla normalità americana”, questo il suo discorso il giorno dopo gli avvenimenti al Campidoglio. Trump ha duramente accusato e condannato, in questo discorso via Twitter, ogni forma di violenza. “Voi non rappresentate il nostro Paese. Coloro che hanno infranto la legge pagheranno, gli USA da sempre sono il paese della legge e dell’ordine” continua poi. In barba alle parole di comprensione pronunciate il giorno stesso dei fatti, Trump cambia completamente impostazione nei confronti dei suoi fan. Non torna indietro, però, per quanto concerne la sua campagna ‘Stop the Steal’, asserendo per vie traverse: “Continuo fortemente a pensare che dobbiamo rivedere le leggi elettorali dell’America per aver modo di identificare la natura degli elettori e ripristinare la fiducia nel nostro sistema”.

Ancora poi qualche parola per i suoi sostenitori: “Comprendo la vostra delusione, voglio che sappiate che il nostro incredibile viaggio è solo all’inizio”.

Video dal profilo ufficiale Twitter di Donald Trump

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Opzione impeachment ma non per Biden

Ad ogni modo alla Casa Bianca, come già accennato nell’articolo di ieri, si sta pensando all’attuazione del 25° emendamento. Tale legge permetterebbe di destituire Donald Trump dall’incarico prima della data annunciata del 20 gennaio. In caso non si potesse procedere, i leader dem Nancy Pelosi e Chuck Schumer si sono detti pronti ad un nuovo impeachment. Il ruolo fondamentale nella questione lo ricopre Mike Pence, attuale vice-presidente, che sarebbe in potere di avallare una rimozione anticipata del tycoon. Joe Biden, dalla sua, si è detto totalmente contrario a queste opzioni poiché non è interessato ad una soluzione divisiva che non aiuterà il Paese.

Le accuse al presidente uscente, nel frattempo, si fanno sempre più pesanti per quanto accaduto al Congresso: “Il Dipartimento di Giustizia prenderà in considerazione l’ipotesi di capi accusa per reati penali contro chiunque abbia giocato un ruolo nella vicenda”, ha annunciato il procuratore federale di Washington.

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Guai giudiziari in arrivo

Altra indiscrezione proveniente dal New York Times è quella che vede concreta una possibilità che Trump possa ‘autograziarsi prima della fine del mandato’. Azione che lo vedrebbe proteggersi da procedimenti giudiziari a livello federale. La probabilità non è remota e si pensa che possa succedere il tutto entro la fine del mandato.

Un mandato, che al suo termine, ha portato via con sé una scia di ben 5 morti, al momento.

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