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Nella notte tra martedì 26 e mercoledì 27 febbraio, due giovani sono stati arrestati con l’accusa di aver commesso l’omicidio di Andrea Bossi, avvenuto il 27 gennaio scorso nella sua abitazione di via Mascheroni a Cairate, in provincia di Varese.

I fermati sono stati presi in custodia

L’omicidio di Andrea Bossi

Secondo le prime ricostruzioni condotte dagli investigatori, il movente del tragico omicidio sembra essere di natura economica.

Bossi, infatti, conosceva uno dei due sospettati, il quale avrebbe ricevuto il giovane presso la sua abitazione quella fatale sera di gennaio.

La vittima, originario di Fagnano Olona, era un abile orafo, come testimoniato dalla presenza di gioielli in oro sparsi nella sua dimora.

L’autopsia ha rivelato che Bossi è stato ucciso con un singolo fendente al collo, utilizzando un coltello da cucina.

Ancora più straziante è il fatto che il suo cane pitbull sia stato chiuso sul balcone durante l’aggressione.

La testimonianza dei vicini

I vicini di casa hanno riferito di aver udito voci maschili prima del tragico evento, seguite da rumori sordi e poi un silenzio inquietante.

Inizialmente si era ipotizzata una lite sfociata in tragedia, ma ora sembra più probabile che si sia trattato di una rapina finita in modo tragico.

Le indagini

Carlo Nocerino, Procuratore della repubblica di Busto Arsizio, ha confermato gli arresti e aggiunto che è stato recuperato parte del bottino.

L’operazione di arresto è stata condotta con successo dai carabinieri del reparto operativo di Varese, insieme alle Compagnie di Busto Arsizio e Gallarate, nella zona del Gallaratese, dove i due presunti responsabili sono stati individuati e portati in caserma.

Entrambi di origine straniera, i sospettati sono stati associati agli eventi che hanno portato alla tragica fine di Andrea Bossi.

Le indagini, avviate fin dalla scoperta del corpo di Bossi da parte del padre, hanno seguito varie piste, tra cui quella emersa dagli esami condotti sui tabulati telefonici del giovane.

Questi esami hanno condotto gli inquirenti a sospettare di un conoscente con cui Bossi aveva avuto contatti poco prima della sua morte.

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