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In un contesto di crescente tensione in Medio Oriente, la compagnia aerea tedesca Lufthansa ha deciso di prolungare la sospensione dei voli da e per Teheran, la capitale dell’Iran. Questa decisione, presa oggi, è una risposta al crescente allarme per un potenziale attacco del paese islamico contro Israele. Si prevede che l’attacco sia un’azione di ritorsione dopo l’assalto al consolato iraniano a Damasco, che ha causato la morte del generale Razi Moussavi e di sei soldati pasdaran. Lufthansa continua a monitorare attentamente la situazione e ha annunciato che la sospensione dei voli rimarrà in vigore fino al 13 aprile. L’ayatollah Ali Khamenei ha anche minacciato ritorsioni contro Israele, una posizione che è stata confermata dall’intelligence statunitense.

Le compagnie aeree occidentali che volano a Teheran stanno causando preoccupazione in Medio Oriente. Questa preoccupazione è cresciuta a causa delle informazioni raccolte dai servizi segreti occidentali e statunitensi, che ritengono “imminente” una rappresaglia iraniana contro Israele. In risposta all’attacco all’ambasciata iraniana in Siria, la Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha dichiarato che Israele “deve essere punito e lo sarà”. A sua volta, il governo israeliano ha fatto sapere che qualsiasi potenziale attacco da parte dell’Iran avrà delle ripercussioni.

Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha sottolineato che qualsiasi attacco contro Israele sarà accolto con una “risposta potente sul suo territorio”. Ha dichiarato che qualsiasi nemico che tenti di attaccare Israele incontrerà prima una forte difesa e poi risponderà rapidamente con un’azione offensiva decisiva contro il territorio dell’aggressore. Dopo le dichiarazioni di Khamenei, il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha parlato con il Ministro della Difesa israeliano, chiarendo che gli Stati Uniti saranno al fianco di Israele. Tuttavia, questo non diminuisce la tensione nell’area.

L’intelligence statunitense suggerisce che nei prossimi giorni l’Iran potrebbe lanciare attacchi con missili di alta precisione o droni, utilizzando i territori controllati dalle milizie sciite in Siria, Iraq, Libano e Yemen.

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