• Tempo di Lettura:3Minuti

Francesca Fagnani prima di essere la diva delle Belve, è una giornalista che per anni ha scritto, articoli e libri, su un tema ponderoso, quello della Mafia e della criminalità organizzata. Si è occupata per molto tempo di giornalismo d’inchiesta per il Fatto Quotidiano, la Repubblica e per diverse trasmissioni, tra cui, Annozero. Sono diversi i libri che ha pubblicato, recentemente ”Mala. Roma Criminale”, libro che l’ha messa nei ”guai”.

Ma di cosa parla ”Mala. Roma Criminale”?

”La pace è finita e ora le gang sono in guerra. Sotto il manto della grande bellezza, nel sottosuolo perso e dannato di Roma scorre un fiume di violenza. Sequestri, pestaggi, torture e omicidi si susseguono. Lo scontro infuria, invisibile agli occhi dei più. È così da quando, il 7 agosto 2019, Fabrizio Piscitelli detto Diabolik, capo degli Irriducibili della Lazio e ai vertici della “batteria di Ponte Milvio”, viene freddato da un sicario che gli spara alla testa, mentre se ne sta seduto su una panchina al parco degli Acquedotti.

Ma Diabolik è solo la punta dell’iceberg di quella rete di organizzazioni criminali che governano sul territorio: connection tentacolare che comprende il cartello di Michele ’o Pazzo, la malavita storica e quella emergente, e poi il sodalizio, spietato e potente, degli albanesi, che sono cresciuti all’ombra di Piscitelli e sono diventati i Signori del narcotraffico. Così, la vendetta è l’innesco di un conflitto senza quartiere per il controllo delle piazze di spaccio, dal litorale ostiense a Tor Bella Monaca: un business gigantesco in cui tonnellate di coca muovono milioni. In queste pagine, voci urlano prima di spegnersi nel buio, armi sparano in pieno giorno, la droga invade le strade, i soldi si prestano a strozzo e i debiti si saldano sempre: a qualunque costo e spesso nel peggiore dei modi’‘.

La vigilanza per la Fagnani

Insulti, minacce intimidazioni, questo è quello che sta ricevendo Francesca Fagnani dalla malavita romana per aver fatto nomi, per aver raccontato ciò che si nasconde dietro le strade della bella Roma. La Prefettura di Roma ha attivato la vigilanza per la giornalista. Insomma, sarà scortata per un po’ per aver rispettato il diritto di cronaca.

Il sindacato Unirai difende la Fagnani:


“Se un libro, un lavoro giornalistico fanno innervosire la criminalità, vuol dire che quel testo e quel giornalista, hanno visto giusto. Per questo esprimiamo convinta vicinanza alla giornalista Francesca Fagnani, a cui è stata assegnata una vigilanza stretta dalle autorità. I cronisti non possono essere minacciati. La libertà di espressione deve vincere su tutto”.