Blackout challenge: da TikTok a Facebook, la morte corre sul filo dei social. Sfide iniziate per gioco, per noia, per esibizionismo, diventano vere e proprie tragedie.

Cos’è

In cosa consiste questa ormai tristemente nota “moda” diffusa tra i teenager? La sfida del Blackout Challenge prevede l’atto di soffocarsi, da soli o aiutati da qualcuno, per alcuni minuti fino a provocarsi lo svenimento. Il tutto ovviamente ripreso e postato sui social. La chimera è quella di provocare alcuni secondi di pura euforia. In questo gioco pericoloso, che in altri Paesi ha preso il nome di pass-out challenge o chocking game, non si tenta il suicidio come nella Blue Whale, ma la perdita di coscienza, che in rari ma tremendi casi può provocare addirittura la morte. La sfida del Blackout Challenge, come venuto a galla durante un servizio de Le Iene, si teme però possa aver fatto più vittime di quelle che si pensa. Negli Stati Uniti, ad esempio, si contano circa 80 adolescenti che potrebbero essere morti a causa della pericolosa challenge.

L’ultimo caso a Palermo

L’ultimo caso italiano è quello della bambina di Palermo. Secondo le prime ricostruzioni fornite dal padre, la bambina stava giocando nel bagno di casa. La piccola aveva una estremità di una corda stretta attorno al collo e l’altra parte attaccata alla barra porta-asciugamani, come se fosse impiccata. Accanto a lei lo smartphone. Per liberarla è stato necessario tagliare la corda, ma la piccola non dava segni di vita. E’ stata poi dichiarata in morte cerebrale la bimba di appena 10 anni, in coma dopo l’asfissia che ha causato un arresto cardiocircolatorio. La motivazione di tutto questo sarebbe stata appunto la blackout challenge in voga sui social, in questo caso su TikTok. La famiglia ha acconsentito alla donazione degli organi della piccola che si trova all’Ospedale dei Bambini di Palermo. Purtroppo non si tratta del primo caso di giochi e sfide virtuali finiti in tragedia. Il pericolo continua a correre sul filo della rete.

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