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Un filo.
Sottile. Fragile. Precario.
Destino.
Nelle mani di 3 Donne.
Le Parche.
Cloto la “filatrice della vita”, Lachesi “fissatrice della sorte” ed Atropo “irremovibile” tagliatrice.
Infinitamente sottile e profondissimamente democratico. È un avverbio illogico “profondissimamente” ma è il più vero.
Tempo.
Democrazia fatta Cosa.
A’ livella di Toto’.
Il piano cartesiano del professor Bellavista.
Non puoi arrestarlo. Non c’è rete. Svanisce tra le mani come ombra.
Puoi fartelo amico.
Rispettarlo ed amarlo.
Onorandolo.

Tempo al Tempo.
Acque al mar ritorneranno.

Introduzione di Giovanni Chiaravalle.

In questi giorni mi sono trovata a riflettere sul tempo che abbiamo a disposizione, su quanto sia prezioso e quanto spesso, invece, lo sprechiamo, nell’illusione di averne davanti a noi abbastanza per recuperare ciò che non siamo riusciti a fare.

Come se non riuscissimo a vivere pienamente il nostro presente, ciò che è profondamente importante per noi, ma rimandassimo questa possibilità ad un futuro non ben definibile… “nel primo weekend libero…”, “quandò sarò in vacanza” , quando andrò in pensione…”

Mi sono tornate in mente delle frasi che avevo scritto diverso tempo fa e che parlavano proprio del tempo e dell’importanza di usarlo bene, di goderne in modo sano, saggio e con gioia e voglio riportarle qui, perché ancora mi emozionano e mi fanno riprovare delle sensazioni incalzanti e serene al tempo stesso…

‘Dobbiamo prenderci il tempo per camminare sulla spiaggia a piedi nudi nel mare e respirare nel vento e sentire la vita che si espande e preme la sua urgenza.
Dobbiamo prenderci il tempo per onorare il nostro corpo e dargli ascolto, avvertire le pulsazioni del cuore, il fremito della pelle, il tendersi dei muscoli e sapere che ci sostiene, ci conduce, ci dà piacere.
Dobbiamo prenderci il tempo per nutrire la nostra mente, i nostri desideri, sogni, progetti, senza creare ingorghi, lasciando fluire i pensieri uno dopo l’altro, come onde che a riva, compiute, si dissolvono, ma, sotto la superficie, gonfiano e alimentano il mare.
Dobbiamo prenderci il tempo per inebriarci dei nostri sensi, tutti insieme e uno alla volta, impareggiabili viaggiatori dello spazio e del tempo, che raccolgono ogni cosa e ce la donano, primitiva e preziosa e vera e unica per noi.
Dobbiamo prenderci il tempo per le parole da ascoltare e da dire, quelle vere, quelle che ci rappresentano e non ci velano.
Dobbiamo prenderci il tempo per la tristezza che ci può avvolgere senza annientarci, ma che fa percepire lo spessore del nostro esserci.’

Il tempo è uno dei grandi lussi della nostra epoca e tutti noi, o quasi, siamo quotidianamente sopraffatti dalle troppe cose da fare. Impegni di lavoro, famigliari, commissioni da svolgere per far funzionare le nostre vite… Ma poi ci ritroviamo alla sera stremati e, spesso, con la sensazione di non essere riusciti a fare tutto ciò che ci eravamo proposti.
Ma com’è? Con tutta la tecnologia disponibile che dovrebbe alleggerirci da molte incombenze, snellire la burocrazia, velocizzare ogni pratica, fare al posto nostro un sacco di cose?

La mia sensazione è che, appena riusciamo a risparmiare un po’ di tempo grazie appunto alla tecnologia, ce lo occupiamo subito. Infiliamo tra i nostri impegni qualcos’altro che aspettava “in lista d’attesa”… Ci portiamo avanti, in qualche modo… Ma avanti dove? Invece di goderci quell’inatteso, breve, tempo libero oggi, lo monetizziamo per farlo fruttare domani. Non teniamo conto però che, domani, non ce lo godremo comunque, abili come siamo a riempire, riempire… le nostre ore e giornate.
A questo punto il titolo di questo articolo sembrerebbe soddisfatto: non sprechiamo mai il nostro tempo… Invece sì! In questo modo frenetico di rincorrere e anticipare impegni e incombenze, lo stiamo proprio sprecando!
Stiamo sprecando, perdendolo, il tempo da dedicare a noi stessi, ai figli, ai nostri cari, agli amici. Quello per rilassarci un po’ con un libro, un film, una passeggiata, una chiacchierata, un pisolino… Il tempo per il relax non è mai tempo sprecato. Anzi, è un concederci preziosi momenti per ricaricarci, per pensare, per immaginare e creare nuovi modi di procedere con le nostre vite.
Dov’è finito questo tempo che, se ci ascoltiamo, sentiamo di desiderare? Siamo sicuri di non potercelo proprio ritagliare?
Se dovessimo andare dal dentista per un forte mal di denti, quel tempo lo troveremmo, giusto? Se ci capitasse un imprevisto con la macchina o in casa, che ci costringesse a risolverlo il giorno stesso, lo dovremmo affrontare, o no? Queste sono emergenze che ci obbligano a rivedere i nostri programmi ed a riconsiderare le priorità della giornata… Perché, allora, non potremmo considerare il nostro benessere, i nostri affetti e la nostra vita privata come priorità altrettanto importanti?
Vogliamo dare un valido esempio ai bambini? Per mostrare loro che ci prendiamo cura di noi stessi e, quindi, anche di loro, dei nostri stati d’animo, delle relazioni con le persone care. Che non ci lasciamo sopraffare dagli impegni esterni o, almeno, che possiamo affrontarli serenamente perché sappiamo che poi ci concederemo una meritata pausa. Per favorire anche la loro capacità di godere di questi momenti con sé stessi dedicandosi a piccoli piaceri.

I bambini possono scoprire il piacere di fare un gioco tranquillo, sfogliare o leggere un libro, ascoltare musica, fare una passeggiata, senza aver bisogno di ricercare chissà cosa. Senza desiderare di intrattenersi con giochi esclusivamente tecnologici o attività talmente eccitanti da non favorire un vero relax…

Ognuno di noi sa, probabilmente, come e quando potrebbe riuscire a trovarlo questo tempo, riorganizzando e raggruppando i propri impegni. Lo possiamo fare in modo forse più efficace o perfino rimandando qualcosa di non così importante… insomma: riconsiderando le priorità.

Probabilmente questo non sarà possibile ogni settimana, ma l’importante è cominciare a considerare questo tempo per noi stessi come una priorità. Come, appunto, consideriamo altri impegni fondamentali della nostra vita.

Almeno, proviamo a recuperarlo, questo tempo, anche fosse una volta ogni tanto, ogni mese… Lo attenderemmo con impazienza e lo vivremmo con buon umore e una sensazione di respiro pieno, di sollievo, di libertà.

Magari, come sempre accade quando ci rilassiamo e ci concediamo qualcosa di sacrosanto, di naturale, di desiderato, scopriamo che in fondo è anche semplice. Che è più a portata di mano di quanto credessimo. Una volta scoperto tutto ciò, è un attimo prenderci gusto e ricercare queste sensazioni il più spesso possibile.