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”Non è un caso isolato, si chiama Patriarcato”, inizia cosi il post dell’attrice e attivista Valentina Melis, e poi una carrellata dei casi di violenza di genere avvenuti solo nel mese di maggio che non fanno altro che dimostrare che abbiamo un problema sistematico.Un problema, quello della violenza sulle donne, che non può semplicemente ridursi agli slogan ”Basta violenza”, ma che necessita di un intervento più ferrato.A partire dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole fino ad arrivare alle forze dell’ordine che devono rispettare il Codice Rosso – attivato per contrastare il fenomeno – invece di banalizzare le denunce che quotidianamente vengono fatte dalle donne, con tutto quello che ne consegue. Perché denunciare non è facile. È un rischio. Un grande rischio che non può essere ignorato da chi ha il compito di proteggere i cittadini.

I casi solo di maggio:

Alcuni titoli:

  • Prende a pugni la ragazza e le brucia i vestiti. Il movente? ”Hai fatto scappare il pesce”;
  • Violenza sessuale nelle aule della scuola media: indagato un professore nel Torinese;
  • Tentato femminicidio: Marito accoltella la moglie nel Torinese;
  • Tentato femminicidio nell’Anconetano: I vicini sotto choc: ”Aggressioni e liti in casa, lei non meritava tutto ciò”;
  • L’influencer Siu è uscita dal coma, dopo un foro nel petto. Fermato il marito;
  • 61enne sfregia il viso con l’acido e colpisce con un coltello la compagna di 54 anni;
  • Anzola, ex comandante dei vigili spara e uccide una collega: cosi è morta Sofia Stefani;
  • Omicidio a Vigonza, Giada Zanola gettata dal cavalcavia dell’A4 dopo una lite: fermato il compagno Andrea Favero;
  • Ventenne denuncia una violenza sessuale e si getta dal quarto piano dell’ospedale;

Questi sono solo alcuni casi solo del mese di maggio. Ma la lista del 2024 è lunga a partire dal mese di Gennaio, in cui sono avvenuti più di 3 femminicidi. Parliamo di donne uccise ogni 3/4 giorni. Al momento si contano 30 femminicidi nel 2024 e un numero indefinito di violenze. A renderlo noto è anche il boom delle chiamate al 1522.

Analisi criminologica della violenza di genere

Il post della sociologa e criminologa Maria Teresa Greco, presenta i dati relativi alla diffusione delle 23 fattispecie di reati. Parliamo del 75% di atti persecutori, l’82% di maltrattamenti contro familiari e conviventi e il 93% di violenze sessuali.

Dal 1 gennaio al 12 maggio risultano 92 omicidi di cui 28 di sesso femminile. 26 nell’ambito famigliare e 15 da partner/ex partner.

Quali sono le 23 fattispecie di reato?

  • Violenza fisica
  • violenza verbale,
  • violenza sessuale,
  • stealthing o sabotaggio del metodo contraccettivo,
  • violenza economica,
  • violenza psicologica,
  • violenza domestica,
  • violenza assistita,
  • violenza ostetrica,
  • mobbing,
  • violenza istituzionale,
  • atti persecutori,
  • sextortion (richiesta di denaro per non diffondere sui social immagini intime),
  • Gaslighthing (manipolazione psicologica),
  • shit storming ( ”tempesta di escrementi’, ovvero, la libertà di poter insultare sui social),
  • slut shaming (utilizzo di terminologie come poco di buono per denigrare un donna),
  • catcalling (molestia verbale per strada),
  • bullismo,
  • cyber flashing (invio di immagini pornografiche in anonimo),
  • vitrolage(aggressione con acido).