Bufera agli alti vertici venezuelani, nel ciclone Guaidó, ex presidente ad interim del Paese disconosciuto dall’Unione Europea, e diverse figure diplomatiche

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I fatti

Caracas, Venezuela – Gli scandali sulla corruzione e diverse accuse di frode stanno segnando seriamente la credibilità politica dell’attuale presidente Maduro. Da alcune indagini svolte dall’Assemblea Nazionale sono emersi nuovi retroscena sull’utilizzo illecito della società Monomeros – con beni confiscati in Colombia – che opera nel settore petrolchimico.

Le irregolarità sarebbero da rimandare alla scorsa legislatura, tra gli anni 2016 e 2021. José Brito, sostituto di Guaidó e vice di Nicolas Maduro, ha affermato che questo ente dedicato alla produzione e commercializzazione di fertilizzanti, controllato da società illegittima, potrebbe avere legami saldi con il traffico di droga colombiano.

 Si tratterebbe di uno dei principali beni confiscati al Venezuela durante la presunta autorità dell’ex presidente ad interim Guaidó. Nel ciclone anche l’ex procuratore generale dello stato del Venezuela Luisa Ortega. Tramite alcune rivelazioni dell’Associated Press – stimata agenzia giornalistica centroamericana – la donna sarebbe coinvolta in un grave caso di corruzione che coinvolge un famoso uomo d’affari del Paese, Carlos Urbano Ferrin.

La Ortega è indicata come colpevole di cospirazione per frode ai danni degli Stati Uniti d’America. L’uomo d’affari avrebbe asserito di “aver pagato un procuratore di alto rango per insabbiare qualsiasi indagine sui suoi contratti di costruzione”.

Già Maduro, nel 2017 aveva indicato all’ex procuratore di guidare assieme a German Ferrer una indagine su di una rete di tangenti contro persone legate al settore petrolifero, a seguito di molteplici denunce.

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L’operazione “Gideon”

Implicato anche Leopoldo Lopez, attualmente in Spagna, cui il Venezuela ha richiesto l’estradizione tramite la Corte Suprema per una presunta partecipazione all’operazione “Gideon”. Gideon fu una mossa illegale svolta da dissidenti venezuelani e la compagnia privata militare americana Silvercop USA volta ad addentrarsi nel mar di Venezuela con l’obiettivo di destabilizzare la posizione di Maduro in favore di Juan Guaidó.

Guaidó è attualmente accusato di aver guidato l’operazione congiunta segreta del 3 maggio 2020, con lo scopo di attaccare i vari leader del Paese e rapire il capo di Stato (Maduro) con l’intento di ucciderlo.

FONTE: Prensa Latina – Agenzia di Informazione Sudamericana

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