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La Juventus sbanca lo “Zini” di Cremona al fotofinish grazie ad una splendida rete su punizione di Arek Milik. Una partita fin lì ben giocata dai bianconeri che non sono riusciti ad avere quella precisione in fase di realizzazione per poter colpire. Salgono a sette le vittorie consecutive per i ragazzi di Massimiliano Allegri, così come sette sono le partite di fila senza subire gol. Dato importante considerando il disastroso inizio di stagione. In attesa della sfida di sabato contro l’Udinese, prima del big match di Napoli, andiamo a vedere chi sono stati i migliori e i peggiori della Juventus nella sfida di ieri.

SZCZESNY 6.5: si conferma al suo solito livello di portiere super. Attento nelle uscite, sempre ben piazzato, molto bravo a respingere la fucilata di Valeri verso il finale di gara che poteva cambiare drasticamente l’epilogo della gara.

GATTI 6: più gioca e più acquista consapevolezza nei propri mezzi. Allegri ha totale fiducia nell’ex Frosinone e lui ripaga sempre. Con quel fisico statuario domina fisicamente e nel gioco aereo. Da braccetto di destra rende meglio che nella linea a quattro. Deve, però, migliorare tecnicamente. Ieri troppe pallacce buttate e colpite male. Ci sarà tempo.

BREMER 5.5: insomma, fisicamente non sembra stare benissimo. Dessers è un cliente scomodo che in un paio di circostanze lo fa trotterellare. Un paio di disimpegni sbagliati, un giallo preso e quella sensazione di sicurezza che si è vista meno rispetto al solito.

DANILO 7: l’onnipresenza del leader carismatico di questa squadra. Il discorso pre-gara nel classico cerchio a metà campo è solo un assaggio della personalità di uno che è passato da City e Real Madrid. Calma totale nelle giocate, zero frenesia anche quando il cronometro si avvicinava al 90′ e un paio di interventi tempestivi clamorosi, come quello in area su Dessers dove gli sradica il pallone affondando la gamba. Rischioso, sì, ma pienamente cosciente che sarebbe stato regolare.

SOULE’ 6.5: la scommessa vinta da Allegri. Testato già nelle amichevoli come esterno tutta fascia, il talento argentino dimostra subito una grande personalità, calandosi nella parte già da inizio partita. Ha una velocità di pensiero e di gambe che fanno venire il mal di testa a Valeri nelle due conclusioni da fuori. Un paio di giocate da campione, come quel tacco-tunnel sempre su Valeri, e una voglia incredibile di spaccare il mondo. Troverà sempre più spazio in questa seconda parte di stagione.

LOCATELLI 5.5: troppo scolastico, troppo orizzontale, troppo semplice. E’ tutto un ‘troppo’ ma basilare. Non verticalizza mai, non dà ritmo. Lì in mezzo viene mangiato dai funambolici centrocampisti di Alvini. La garra non manca, la qualità sì.

FAGIOLI 5: stecca drasticamente la gara. Va al piccolo trotto, si fa vedere poco e sbaglia anche troppo in costruzione, strano per uno del suo calibro. Allegri lo toglie giustamente dopo neanche un’ora. Avrà modo di rifarsi.

MIRETTI 6.5: una conferma, su tutti i fronzoli. Personalità, capacità di agire tra le linee, predisposizione allo smarcamento. E poi quel tiro a giro, che se fosse finito in porta avrebbe fatto scendere sul prato dello Zini l’intera curva ospiti bianconera. Ormai sempre più centrale per Allegri.

MCKENNIE 5.5: se il calcio fosse uno sport in cui non bisogna toccare la palla, lui sarebbe uno dei migliori. In fase di non possesso nulla da dire, tanti movimenti apprezzabili volti ad aprire spazi per i compagni. Quando riceve palla, però, è come se la Juventus giocasse in 10, deve fare ben di più. Che le voci di mercato lo stiano influenzando?

KOSTIC 5.5: oscilla tra l’insufficienza e il sei la sua prestazione. Di buono ci sono quei due bolidi che pietrificano Carnesecchi e finiscono fuori di centimetri. Di negativo risultano le troppe palle perse e i banali errori tecnici che da uno come lui non ci si aspetta. Fisicamente è ancora in naftalina, considerando che Sernicola lo costringe agli straordinari.

MILIK 7.5: fino al 91′ era una partita da cinque pieno, forse anche meno. Indietrissimo di condizione, quasi mai coinvolto nelle azioni offensive. Poi sfodera una punizione magistrale che vale tre punti pesantissimi per la sua Juventus.

ALLEGRI 6.5: la sua squadra gioca un’ottima partita. 8 tiri nello specchio, 7 verso la porta, un Carnesecchi super e la palla che sembrava non volesse entrare ad un certo punto. Indovina la scelta di Soulé a destra e soprattutto ha ragione coi cambi di Kean, Rabiot e Chiesa che danno un input maggiore nel secondo tempo. A dimostrazione che, come dice sempre Max, “le partite si vincono in 16”. Sulla qualità del gioco c’è sempre da migliorare, troppi errori tecnici nel primo tempo.

I SUBENTRATI

KEAN 6.5: giocatore rigenerato rispetto all’ultimo anno e a questo inizio di stagione. Entra benissimo, con giocate di qualità e con la voglia di incidere. Un siluro da fuori, una botta sottoporta che colpisce Carnesecchi. Molto bene il classe 2000.

CHIESA 6.5: quanto è mancato il figlio d’arte a questa Juventus. In un secondo tempo in cui Valeri aveva preso le distanze a Soulé, l’ingresso del classe ’97 rimischia le carte in tavola, dando più vivacità alla catena di destra. Si vede che è ancora in fase di recupero ma, al momento, anche a gara in corso può veramente decidere le partite.

RABIOT 6.5: conferma gli ultimi mesi straordinari, tra cui il Mondiale, entrando e dando maggior energia al centrocampo bianconero. Illuminante la palla verticale per Kostic che poi spreca. La sua fisicità si fa sentire eccome. Bravo Allegri a crederci sempre in lui.

PAREDES 5: entra con la pancia piena dalla festa Mondiale. Uno del suo calibro non può permettersi di giocare in maniera così superficiale, passeggiando in ciabatte per il campo e perdendo anche qualche pallone di troppo. La corsa mortifera all’indietro per inseguire Valeri in contropiede – su palla da lui persa – è la fotografia di questa sua esperienza alla Juventus: deludente.

ILING-JUNIOR SV: non giudicabile.