Washington, USA – Joe Biden, da poco insediatosi alla White House, si è già messo all’opera concretizzando molti dei suoi piani politici promessi agli elettori durante la campagna elettorale. Si parla, dopo un solo giorno di mandato, della firma a ben 17 ordini esecutivi. Biden fissa i punti sulla sua agenda provando a perseguire negli obiettivi del suo piano politico e ripristinando molti movimenti dell’ex presidente Donald Trump, che il nuovo Commander in Chief aveva tanto criticato.

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Il muslim ban, la politica anti-immigrati e il Daca

Detta in questo modo può sembrare una sorta di blocco religioso, ma non lo è. Il neopresidente ha posto il veto sugli arrivi di cittadini musulmani provenienti da alcuni paesi. Ma perché? La mossa politica con la susseguente firma dell’esecutivo punta a proteggere gli Stati Uniti da possibili cittadini provenienti da zone con le quali il paese a stelle e strisce non è in buoni rapporti diplomatici, almeno fino a data da destinarsi:

  • Iran;
  • Libia;
  • Somalia;
  • Yemen (nel quale parlammo in un precedente articolo sugli Houti dichiarati come movimento terroristico dal Tycoon di New York);
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Il gruppo armato sciita Houti: ph. da middleeastmonitor.com

Oltre ai veti posti ai cittadini provenienti da Venezuela e Corea del Nord. Riguardo gli immigrati irregolari ha disposto una moratoria di cento giorni. Biden ha intenzione di rafforzare il Daca, il programma di protezione di dreamer, gli immigrati minorenni arrivati in territorio statunitense a seguito dei genitori.

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Il sì ai matrimoni omosessuali e all’aborto legale

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Joe Biden con Papa Francesco: ph. da agensir.it

Un Biden progressista lo si era già conosciuto durante il mandato Obama, questa volta Joe ha il coltello dalla parte del manico. Anche se il gran parte dei politici, in modo maggiore moderati e conservatori, non sono d’accordo con il pensiero del presidente, Biden ha sempre dichiarato di “sentirsi a proprio agio con le unioni omosessuali”. Questo però, porta ad una spaccatura tra il cattolico capo USA e il mondo religioso. Dopo il “lasciapassare” di Papa Francesco, Joe si trova contro alcuni dei maggiori esponenti religiosi del Paese che hanno definito la scelta come un modo per far “avanzare mali morali” nei cittadini in tema di contraccezioni, aborti e, appunto, matrimoni dello stesso sesso.

Solo l’arcivescovo Cupich, alleato del Papa ha preso le difese dell’attuale presidente; dopo la nota di “lamentele” avanzata nel giorno dell’insediamento, Cupich ha commentato come “sconsiderate quelle dichiarazioni nel giorno dell’insediamento del nuovo governo”.  

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Il piano Covid di Joe Biden

Dopo le forti critiche mosse dall’attuale presidente verso la gestione della pandemia da parte di Trump, una delle prime azioni di Joe Biden riguarda proprio una estrema attenzione al virus. Ritenendo “essenziale” il controllo della pandemia in corso, ha posto un obbligo di mascherina e social distancing di 2 metri nei luoghi e nei territori federali. Il piano include anche un controllo anti-Covid all’arrivo in territorio americano e l’obbligo di quarantena.

Un’azione audace quella del nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, che punta a “cancellare i danni più gravi dell’amministrazione Trump”, ponendo nei primi 100 giorni del suo mandato, regole ferree che i cittadini dovranno seguire per “limitare il contagio”. Le parole di Biden a riguardo: “Finora l’azione compiuta dall’inizio della pandemia è stata un triste fallimento, le vittime da coronavirus ad oggi sono più di 400 mila in America”, cercando poi di colpire nelle coscienze della gente “un numero nettamente superiore ai morti statunitensi nella seconda guerra mondiale”, alludendo alla pericolosità di un sostanziale incremento di contagi nel caso non si prendessero le giuste misure.

“Se fino ad aprile seguiremo queste semplici regole, salveremo la vita di 50mila americani. Ci sarà ancora un duro inverno, la situazione peggiorerà prima di migliorare”.

Un grande piano in atto anche per quanto riguarda la logistica dei vaccino, oltre alla sua sfida di riaprire le scuole entro i prossimi 100 giorni.

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Il blocco dei lavori all’oleodotto Keystone XL

Un punto decisivo per la posizione green di Joe Biden, che mette in campo ogni forza in suo potere per fermare la costruzione dell’oleodotto che va dal Canada al Messico. La sua opposizione al completamento di un progetto per il quale si lavora da anni e sono stati spesi circa 9 mld di dollari (1 mld solo nell’ultimo mese), è la sua prova di reale interessamento al tema dell’eco sostenibilità e ponderamento delle scelte che portano all’inquinamento globale.

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Lavori all’oleodotto Keyston XL, Canada: ph. da aljazeera.com

Da parte canadese invece, c’è molto dissenso, soprattutto da parte del primo ministro Justin Trudeau che ha espresso perseveranza nella creazione dell’opera, dichiarando che “si farà tutto il possibile per far sì che il progetto venga ultimato e messo in funzione”. Lo stesso Trudeau sarà, a detta della nuova portavoce della Casa Bianca Jen Psaki, il primo incontro ufficiale del nuovo presidente USA.

L’oleodotto fu disapprovato dall’amministrazione Obama per poi avere il via libera da Donald Trump. A creare dissensi sono anche i controlli territoriali che vedono, a detta del Dipartimento della qualità ambientale del Montana, una non adeguata analisi del progetto.

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Blocco della costruzione del muro anti-migranti con il Messico

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Il muro anti-migranti USA-Messico: ph. da saluteinternazionale.info

Lo aveva sempre ed esplicitamente dichiarato, il neo insediato presidente, che una delle sue battaglie riguardasse proprio la questione legata al “muro di confine” con il Messico. La firma sull’esecutivo è arrivata come promesso; così come è arrivata la cessazione immediata dello stato di emergenza nazionale che fu il pretesto per finanziare il muro.

Biden ha dichiarato che “questa non sarà l’unica decisione riguardante l’argomento”.

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Rientro negli Accordi di Parigi e il blocco del ritiro Oms

Forse la decisione che più detta la voglia di Joe Biden di puntare su Sanità e impatto ambientale. Con la firma su uno dei tanti esecutivi ha dato il via alla procedura che farà rientrare gli Stati Uniti negli accordi di Parigi; firma importante, quella che rovescia del tutto la politica di Donald Trump e che porterà alla deposizione dell’atto alle Nazioni Unite che daranno il via libera di qui a un mese, per il rientro.

Definita una organizzazione “essenziale” per il controllo della pandemia, un’altra mossa di Joe Biden è stata quella di fermare il processo di ritiro dall’Oms firmato da Donald Trump il quale sosteneva che la stessa organizzazione fosse collusa con Pechino, quindi poco affidabile.

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New Start con la Russia

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Il leader di Russia del Futuro Alexei Navalny: ph. da wired.it

L’atto di maggiore importanza militare invece, riguarda la proroga a 5 anni del deal New Start con la Russia di Vladimir Putin. L’ultimo trattato rimasto per limitare i più grandi arsenali nucleari del mondo, con scadenza al 5 febbraio. Intanto il nuovo governo si prepara anche a nuove sanzioni per i russi, in attesa di conferma per le presunte interferenze nelle elezioni 2020, lo afferma il Washington Post.

Altri punti da chiarire con il fronte Putin, da parte del governo Biden, sono la situazione Alexey Navalny, leader dell’opposizione russa, e la questione riguardante le “taglie” per l’uccisione di soldati americani in Afghanistan.

FONTE: Ansa, Il Fatto Quotidiano, AP, DPA International

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