Washington, USA – Donald Trump resta fermo e consapevole delle parole dette in pubblico giovedì. Il Tycoon di New York, dopo l’ammissione della sconfitta per mano del prossimo presidente Joe Biden, ha dichiarato ai media che a suo modo di vedere il discorso ai suoi sostenitori prima dei fatti di Capitol Hill fosse “del tutto appropriato”.

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Il Tycoon ai media: “mie parole non sono state affatto fuoriluogo”

Riguardo le sue parole precedenti all’assalto del Campidoglio: “Se voi avreste letto bene il mio discorso, e tanta gente lo ha fatto…È stato analizzato e tante persone credono che le mie parole non siano affatto fuoriluogo”, ha rimarcato in alcune interviste. Nel frattempo i repubblicani non si assumono alcuna responsabilità sull’accaduto, mentre 5 persone sono morte nell’attacco al Congresso.

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Le accuse al modus operandi di Donald Trump

Dal lato opposto, i dem nella Camera dei Rappresentanti hanno introdotto un articolo riguardante l’impeachment contro Donald Trump, accusandolo di aver incitato alla violenza nei confronti del governo degli Stati Uniti; il suo discorso ha irritato la folla di “lealisti”, stimolando in loro l’idea dell’assalto al Campidoglio.

La richiesta articolo di impeachment si basa sul fatto che continuamente, nel periodo post-elettorale, Trump abbia asserito di aver vinto le elezioni esponendo il falso alla popolazione americana. Incoraggiando di fatto, nella giornata di giovedì scorso le folle a marciare all’interno di Capitol Hill, assalendo la sala del Congresso e costringendo i politici presenti a trovare riparo dagli sciacalli, Trump ha continuato la sua campagna ‘Stop the Steal’.

“Dobbiamo dare un segnale di forza ai cittadini in questo momento di difficoltà per difendere la Costituzione e la democrazia”, le parole del repubblicano Jamie Raskin. Confermando così la determinazione di Donald Trump nel finire il mandato senza complicazioni.

L’attuale presidente, il cui mandato terminerà il prossimo 20 gennaio, riconosce l’operazione di impeachment come “tentativo assolutamente ridicolo che ha provocato ancora più una tremenda rabbia nel paese”. “Io non voglio la violenza”, ha aggiunto prima di partire dalla Casa Bianca per una visita al muro con il Messico.

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La soluzione impeachment nei prossimi giorni: Trump da record

Giovedì verrà votata alla Camera una risoluzione presentata dai democratici per far invocare da Mike Pence, il vice presidente, il 25° emendamento “per rimuovere l’attuale presidente dal suo ufficio per inadeguatezza nelle proprie mansioni”. Se Pence non dovesse approvare, come ci si aspetta, la Camera dei democratici si muoverà per procedere all’impeachment. La camera bassa potrebbe addirittura anticipare la votazione a mercoledì, una settimana prima dell’effettivo inizio della carica di Joe Biden.

Lo stesso Biden ha espresso pareri sui rivoltosi di Capitol Hill: “È di vitale importanza che ci sia molta attenzione nel trattenere quelle persone che si sono tanto impegnate nella sedizione, minacciando la vita di altri; hanno causato gravi danni alla proprietà pubblica e provocato morti; che siano ritenute responsabili”.

Trump, che finirà la sua amministrazione tra 8 giorni, sarebbe il primo presidente degli Stati Uniti d’America ad essere messo sotto accusa due volte. La prima fu nel 2019 per abuso di potere, ma lo scorso anno i repubblicani, che controllavano il Senato, lo hanno scagionato dalle accuse. Riguardo la questione, il Tycoon ha prolungato il suo parere dichiarando che “è il prosieguo della più grande caccia alle streghe della storia della politica”, esprimendo il forte dissenso.

Se la Camera dei democratici dovesse votare per l’impeachment, sarebbe condotto un processo al Senato. Finora sono pochi i repubblicani espressisi nei confronti di questa mossa. La cosa certa è che Donald Trump terminerà il mandato il 20 gennaio, ma se accusato non potrebbe concorrere per la presidenza nel 2024.

FONTE: DPA International

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