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Questa notte a soli 65 anni ci ha lasciato David Sassoli. Il presidente del Parlamento europeo era ricoverato dal 26 dicembre per una grave forma di disfunzione del sistema immunitario. Si trovava nel centro oncologico di Aviano, in provincia di Pordenone. La notizia è stata data dal suo portavoce Roberto Cuillo. Nelle prossime ore verranno comunicate la data e il luogo del funerale.

Solo ieri il suo portavoce Cuillo aveva annunciato la cancellazione di ogni impegno ufficiale del presidente. Molti i messaggi di solidarietà da tutte le forze politiche e dalle istituzioni dell’Unione.
Sassoli era sposato con due figli. Da  settembre  a novembre era stato colpito da una grave forma di polmonite dovuta al batterio della legionella, tanto da costringerlo ad annullare gli impegni istituzionali. Lo aveva spiegato lui stesso tramite  un video pubblicato su Twitter dopo la guarigione.

La malattia improvvisa, non gli aveva permesso di presiedere alla seduta plenaria nella quale la presidente della Commissione von der Leyen aveva pronunciato il discorso sullo stato dell’Unione. A fine 2021 David Sassoli aveva declinato la possibilità della sua  ricandidatura alla guida dell’Europarlamento. In questa settimana era infatti prevista l’elezione del suo successore, per la seconda metà della legislatura.

Bravissimo giornalista, alla guida del Tg1 come vicedirettore dal 2006 al 2009. Ha iniziato la sua carriera giornalistica con il Tempo e dal 1985 passa alla redazione romana de Il Giorno, dove per sette anni segue i principali avvenimenti politici e di cronaca. Durante questo periodo, è testimone diretto di alcuni eventi importanti come la caduta del Muro di Berlino (1989).
Nato a Firenze, David Sassoli si era trasferito fin da piccolo a Roma seguendo il padre, giornalista (ma era rimasto tifoso della Fiorentina). Il liceo classico Virgilio, poi l’iscrizione a Scienze politiche, Sassoli passò però subito alla pratica professionale.
La carriera come giornalista televisivo inizia nel 1992, è inviato di cronaca nel TG3 dove seguirà per molto tempo gli avvenimenti riguardanti mafia, Tangentopoli e le inchieste sulle stragi italiane. In quel periodo collabora con i programmi di Michele Santoro Il rosso e il nero e Tempo reale.
Nel 1996, sotto la direzione di Carlo Freccero, conduce la trasmissione pomeridiana Cronaca in diretta su Rai 2. Nel 1998 gli viene affidata la conduzione di Prima – La cronaca prima di tutto, rotocalco quotidiano del TG1.

Nel 1999 entra nella redazione del TG1 in qualità di inviato speciale, e in seguito ne diviene conduttore dell’edizione delle 13:30 e successivamente di quella delle 20. Con l’avvento della direzione di Gianni Riotta, nel 2007 Sassoli diventa vicedirettore del telegiornale, nonché dei settimanali di approfondimento Speciale TG1 e TV7
Sassoli entra in politica come europarlamentare del Partito democratico nel 2009. Le sue due grandi passioni: il giornalismo e la politica, declinata soprattutto in chiave europea. Un’esperienza, quella nelle istituzioni dell’Unione, culminata con l’elezione alla guida dell’assemblea di Strasburgo il 3 luglio del 2019 (già nel 2014 era stato vicepresidente). Nel 2013, invece, aveva provato a cimentarsi con la politica nazionale candidandosi alle primarie per il sindaco di Roma: arrivò prima di Paolo Gentiloni ma dopo il vincitore, Ignazio Marino.

Tra le sue ultime battaglie, l’impegno per il voto a distanza nell’era Covid all’Europarlamento e quello per i diritti in Russia e il caso Navalny, per cui era finito nella lista nera di Mosca.

Dalle prime ore del giorno è cominciato l’omaggio della politica sui social. Tra i primi il messaggio del ministro Dario Franceschini